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I contributi di bonifica sono una cosa bellissima

di Antonino Armao -

Le tasse sono una cosa bellissima dichiarava sorridente il Ministro delle Finanze del Governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa. E se questo è il ticket che bisogna pagare per essere ammessi a parlare di tasse, sono pronto a sottoscriverlo. Però adesso parliamone.

Intanto c’è da dire che le tasse non le mette l’Onnipotente ma dietro ogni tributo, imposta o tassa c’è una precisa volontà politica di cui qualcuno deve pur assumersi la responsabilità davanti ai contribuenti.

E di chi è la responsabilità politica delle cartelle esattoriali per i “contributi di bonifica” che stanno arrivando ai cittadini di Arezzo proprietari di immobili, anche se prima e unica casa? Del Consorzio di Bonifica? No: della Provincia di Arezzo, rappresentata dal suo Presidente neo-eletto Roberto Vasai che così ha cominciato ad attuare il suo programma.

La Provincia ha la responsabilità politica della istituzione del Consorzio di Bonifica della Valdichiana Aretina sui cui mantiene funzioni di indirizzo e vigilanza.

Ma perché invece di continuare a provvedere direttamente alle opere di bonifica, visto che già lo faceva e visto che ne aveva la facoltà per legge, la Provincia ha istituito il Consorzio?

Secondo l’art. 14 della Legge Regionale n° 34 del 1994, “Nei comprensori nei quali non siano costituiti consorzi di bonifica, le competenze della presente legge, se non esercitate da consorzi o comunità montane limitrofe, sono attribuite alle province”.

Ci sarà stata forse una valida ragione economica. Forse la Provincia ha ritenuto in questo modo di risparmiare risorse pubbliche.

Ma che la Provincia abbia realizzato delle economie di scala creando un nuovo carrozzone pubblico, questo è tutto da dimostrare.

Perché, badate bene, nel contributo di bonifica sono ricompresi anche i costi di funzionamento del Consorzio, quindi gli stipendi degli amministratori e dei dipendenti, l’affitto per la sede e tutto il resto, come prevede la legge.

Allora forse c’è stata una ragione politica.

Forse la Provincia, che è un ente amministrato da rappresentanti eletti dal corpo elettorale, ha ritenuto che gli interessi dei proprietari di immobili agricoli ed extra-agricoli sarebbero stati meglio rappresentati da un Ente i cui amministratori sono stati eletti dallo stesso corpo elettorale che elegge gli amministratori della Provincia.

Si, perché gli amministratori del Consorzio li hanno eletti i consorziati. E i consorziati siamo noi, che, forse non lo sappiamo, ma abbiamo votato per eleggere il Consiglio del Consorzio, con tanto di schede, urne e cabine elettorali.

Saremmo tanto curiosi di sapere quando e dove si sono tenute queste elezioni, quanti cittadini hanno votato e chi sono gli “eletti”.

E vorremmo sapere quanto costa tutta questa moltiplicazione di organismi e di poltrone operata dalla Provincia e che cosa ha che vedere con la realizzazione delle opere di bonifica a cui già provvedeva direttamente la Provincia stessa con le sue strutture di “Vigilanza idraulica”, se è vero come è vero che la città di Arezzo, fino ad oggi, non ha subito allagamenti di sorta e i fossi della Valdichiana erano puliti.

E vorremmo sapere se il rischio idrogeologico è aumentato tanto negli ultimi tempi ad Arezzo da giustificare l’istituzione di un nuovo ente apposito e l’ampliamento della base catastale dei contribuenti fino a ricomprendere gli appartamenti posti al quinto piano sulla collina di Poggio del sole.

A pensar male si fa peccato diceva un vecchio democristiano, ma spesso ci si indovina.

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