18 ott, 2009
Lo sapevate che la Regione Toscana…
di Antonino Armao -
Quando me l’hanno detto non ci volevo credere. Sarà che frequento poco gli ambienti “particolari” della Regione Toscana ma mi era sfuggito questo annuncio uscito nel 2008 sul sito della Regione e ancora reperibile con i motori di ricerca digitando la frase “Una card prepagata per transessuali e transgender”.
L’annuncio recita testualmente: “Scoprire che il proprio corpo appartiene a un sesso diverso da quello cui si sente di appartenere può creare pesanti difficoltà. Transessuali e transgender rischiano più di altri di perdere il lavoro o non trovare una nuova occupazione, soprattutto nella delicata fase di passaggio da un sesso all’altro. La Regione ha deciso di intervenire con una card che mette a disposizione di ciascuno 2.500 euro, da spendere in due anni: serviranno per attività formative da scegliere liberamente, con l’ausilio di tutor, secondo il proprio personale progetto”.
Non entro minimamente nel merito della questione se sia giusto o meno spendere soldi pubblici per aiutare qualcuno a cambiare sesso. In Toscana c’è un governo che governa legittimamente e i soldi dei contribuenti li spende come gli pare, nei limiti della responsabilità amministrativa e contabile. Poi sono i cittadini a decidere se i loro soldi sono spesi bene o male.
Peraltro, lo stesso PdL recentemente ha candidato un transessuale a Sindaco di Salerno. Non entro quindi nella questione del cambio di sesso, perchè è questione etica che attiene alle coscienze di ognuno.
L’unica considerazione che mi permetto di fare è sullo strumento della “card prepagata”. Quando le fanno i governi di destra per chi vive con meno di 500 euro al mese, sono “patenti di povertà”. Mi domando che patente è quella di “transessuale e transgender” rilasciata dalla Regione Toscana.

Caro Antonino,
personalmente questa “iniziativa” della regione Toscana, a spese di tutti, la ritengo assurda e priva di senso. La decisione di cambiare sesso attiene alla libertà di ciascun individuo che può fare della sua vita ciò che vuole, dato che per fortuna vive in uno Stato che tutela la libertà. Ma il cambio di sesso non è bene primario e nemmeno qualcosa che interessa la società..E’paragonabile alla scelta di chi vuole rifarsi il seno, fare il lifting al viso, etc…I soldi pubblici, cioè le tasse che noi paghiamo non possono essere buttati via per far cambiare sesso a persone a cui è preso un certo capriccio! I soldi pubblici devono essere utilizzati per aiutare, ad esempio, le famiglie con prole numerosa, i giovani e gli anziani, etc…Queste sono politiche sociali fondamentali che un Ente dovrebbe garantire. Quando però si disperdono i valori di una società e in nome della retorica uguaglianza, si tende ad appiattire tutto, non ci si rende nemmeno più conto di ciò che è importante per la comunità e ciò che è irrilevante (non esiste cioè più una scala o gerarchia di valori) . Come in questo caso, si rischia di fare cose assurde.