17 ott, 2009
Contro l’omofobia e il vittimismo degli omosessuali

di Federico Mugnai
In questi ultimi mesi si sono verificati purtroppo alcuni spiacevoli episodi di violenza e/o intimidazione ai danni di omosessuali. L’imbecillità di alcune minoranze intolleranti verso persone di orientamento sessuale diverso è davvero sorprendente. Non dobbiamo però sopravvalutare questo fenomeno. L’intolleranza nasce dall’ignoranza, dalla mancanza di valori, di educazione e di responsabilità. Il 68′ ha purtroppo contribuito, con quella mentalità libertina e un pò anarcoide a dar vita a questo tipo di società. L’omofobia va combattuta così come il razzismo e tutte le altre forme di intolleranza partendo dalla radice: responsabilizzare le famiglie, le scuole e le istituzioni, attraverso una più ferrea disciplina e uno Stato forte che sia da esempio per tutta la Nazione. Così come va combattuta l’omofobia, dobbiamo respingere ogni tentativo di dare agli omosessuali delle tutele speciali rispetto a tutti gli altri cittadini. E’ bene essere chiari sugli omosessuali; l’orientamento sessuale di qualsiasi uomo o donna è una scelta personale, assolutamente rispettabile, che dipende da diversi fattori (in genere omosessuali si diventa a causa di traumi subiti soprattutto in età infantile, come scrive Freud nei “Tre saggi sulla sessualità” ). Fino a quando questa scelta rimane privata e non investe la società, l’omosessualità non è un problema, ma è una delle tante realtà che la caratterizzano. Diviene un problema quando gli omosessuali pretendono gli stessi diritti degli eterosessuali. Protestano in nome dell’uguaglianza senza accorgersi che solo l’amore tra un uomo e una donna costituisce l’unica unione fertile, che è alla base della famiglia, valore non più esclusivamente privato, ma di notevole rilevanza sociale e nazionale. La famiglia, costituita da un uomo e una donna è un bene comunitario e costituisce l’asse portante di una Nazione, mentre l’omosessualità è una libera scelta di vita, ma non è un valore o un interesse da diffondere. Non si può minimamente paragonare o addirittura omologare l’unione tra un uomo e una donna con tutte le altre possibili unioni. E’ proprio l’omosessualità che li esclude dal poter avere una famiglia, dei figli, etc.. e non la società. Non è una considerazione fatta in nome di Dio, ma una semplice constatazione antropologica e naturale. Quindi è inutile che gli omosessuali vestano i panni dei martiri e gridano contro il mondo tiranno. E’ come se un disabile protestasse contro chi cammina normalmente….Così come non aveva senso quel DDL (per fortuna bocciato) che, in caso di aggressione nei confronti degli omosessuali, prevedeva norme e pene aggravanti. Gli omosessuali si considerano uguali agli eterosessuali. Hanno ragione, perchè una persona non può essere giudicata in base al suo orientamento sessuale. Hanno torto però quando inveiscono contro “la società omofoba”, come è accaduto, dopo la bocciatura del DDL sopra citato. Dimostrano in questo caso scarsa coerenza. Si dichiarano uguali agli eterosessuali, ma vorrebbero avere attenzioni maggiori! Vorrebbero cioè essere “più uguali” degli altri. Desideravano essere considerati diversi. Addirittura preferivano essere bollati come dei “deboli” che avevano bisogno di maggiori tutele. Questo vittimismo nasce da un complesso di inferiorità e da una specie di invidia sociale che gli omosessuali nascondono con il loro orgoglio, e che, purtroppo, a volte gli impedisce di aprirsi alla società e affrontare in modo sereno gli ostacoli della vita.

Sul tema mi limito a dire questo: qualunque legge si faccia, resta fermo il NO (almeno il mio!) A QUALASIASI LEGGE PRO-GAY CHE DIVENTI OCCASIONE DI DISCRIMINAZIONI A ROVESCIO A DANNO DEI CITTADINI ETEROSESSUALI.
Se si accetta, cioè, l’aggravante per omicidio del ‘gay’ per motivi di intolleranza sessuale, si abbia almeno la compiacenza (come suggerito da ‘il giornale’ il 12 ottobre scorso) di prevedere, per quella gerarchia di valori che emerge dall’art. 29 Cost., un’altrettanto chiara circostanza aggravante per il caso che la vittima sia padre o madre di famiglia e lasci (con la sua morte) dei familiari superstiti.
Di più credo non si possa dire.
110 e lode. Ti risparmio il bacio il fronte. Visto l’argomento non vorrei essere frainteso…