16 ott, 2009
Per i cittadini di Arezzo c’è anche la tassa sulla pulizia dei fossi
Vittorio Fossombroni, ingegnere, idraulico, economista, intellettuale e politico aretino di primo piano morto nel 1844, si rivolta nella tomba, perché molti cittadini residenti dentro il perimetro della città di Arezzo, stanno ricevendo da Equitalia i bollettini per il pagamento di una “quota consortile” a favore del Consorzio di Bonifica della Val di Chiana Aretina.
Non bastava l’acqua più cara d’Italia. Adesso c’è anche la tassa per la pulizia dei fossi.
Qualcuno ha pensato ad uno scherzo, altri stanno meditando di non pagare ritenendo ingiusto il balzello. Forse la questione meritava qualche chiarimento prima di tutto da parte dell’Autorità Idraulica, ovvero la Provincia di Arezzo, che delibera il parere sulla delimitazione dei comprensori e a cui spettano le funzioni di vigilanza e controllo sui Consorzi di Bonifica.
Invece prima arrivano le cartelle esattoriali e poi, forse, arriveranno le spiegazioni del neo-Presidente Vasai che, giustamente, sta attuando il suo programma.
Il Consorzio di bonifica è un ente pubblico, previsto da un Regio Decreto del 1933 e istituito dalla Regione Toscana in base alla L.R. 34/94 (Norme in materia di bonifica).
Tale legge suddivide tutto il territorio della Toscana in comprensori di bonifica e all’interno di ciascun comprensorio il Consorzio o la Comunità Montana, svolge attività di bonifica consistente negli interventi di difesa del suolo, regime delle acque, tutela e valorizzazione dell’ambiente e delle risorse agricole.
Il Consorzio di Bonifica della Val di Chiana opera nel comprensorio n°31, che copre una superficie totale di circa 19.460 ettari nella Provincia di Arezzo, ricadenti nei Comuni di Arezzo, Bucine, Castiglion Fiorentino, Civitella, Cortona, Foiano, Lucignano, Marciano e Monte San Savino.
Il Consorzio è costituito tra i proprietari degli immobili agricoli ed extra agricoli di qualsiasi natura (terreni, fabbricati, ecc) situati nella porzione del Comprensorio di bonifica definito perimetro di contribuenza (circa 65110 ettari), che ricevono o possono ricevere un beneficio dall’attività di bonifica. Tali proprietari acquisiscono la qualifica di consorziati.
Il Consorzio progetta e realizza le opere di bonifica-idraulica e irrigazione gestendo il reticolo idrografico di competenza. L’attività principale del Consorzio è la manutenzione delle opere e dei corsi d’acqua in gestione, dei canali irrigui, con il taglio periodico della vegetazione sugli argini e sulle sponde, rimozione di sedimenti eventualmente depositati in alveo e la regolarizzazione delle sezioni, per facilitare il libero deflusso delle acque di pioggia mitigando il rischio idraulico.
Agli interventi viene assegnata una priorità in base alla loro vicinanza ai centri abitati, al grado di pericolosità della situazione, alle risorse a disposizione, tenendo conto delle richieste dei cittadini e degli Enti o associazioni economiche. Il Consorzio collabora attivamente e coordina le sue attività con gli Enti Locali e in particolare con l’Autorità Idraulica, ovvero la Provincia di Arezzo.
Il consiglio ai cittadini che stanno ricevendo le cartelle, è quello di rivolgersi ad una qualsiasi associazione di tutela dei consumatori per chiedere la verifica della regolarità della procedura di emissione. Ne potremmo vedere delle belle.
