4 ott, 2009
La libertà di stampa c’è. E’ la sinistra che è schiava di se stessa!
La manifestazione di ieri per protestare contro il presunto bavaglio imposto alla stampa è risultata fallimentare sotto ogni punto di vista. Doveva essere una manifestazione dei giornalisti, al di sopra di qualsiasi orientamento politico; invece il carattere della manifestazione ha assunto un tono e un’ impronta marcatamente ideologica. Tanto è vero che la presenza dei giornalisti era nettamente subordinata alla presenza di politici e ai soliti personaggi dello spettacolo, accompagnati da girotondini e piazzaioli di qualsiasi tipo e di qualsiasi epoca. E tanto per dare un pò di colore alla manifestazione, non potevano mancare le care e vecchie bandiere rosse e i soliti striscioni contro il regime. Non ti curar di loro verrebbe da dire. Rinuncio infatti a domandarmi soltanto se in Italia ci sia o meno la libertà di stampa e/o di informazione. Se c’è la libertà di insulto e di diffamazione perenne nei confronti dell’attuale Presidente del Consiglio e della intera magggioranza, attraverso addirittura l’uso del servizio pubblico, non capisco come alcune persone arrivino anche solo a pensare che non ci sia la libertà di stampa. Credo invece che la manifestazione di ieri sia servita pe mettere in evidenza ancora una volta l’inettitudine della sinistra. Non sono più capaci a fare delle proposte alternative all’operato del governo; hanno inoltre difficoltà a capire la società odierna, perchè il loro pensiero è ancorato a schemi vecchi che sono oramai superati dal tempo. Possiamo dire che gli è scappata di mano la società. Si sentono prigionieri e schiavi di un passato che non riescono però a rifiutare, dato che non sono , al momento, capaci ad interpretare il presente e non hanno idee chiare per il futuro. La bussola della sinistra italiana non ha infatti un orientamento. Manca di idee, di spirito. Gli sta crollando il mondo addosso; non riescono neppure più ad esercitare l’egemonia culturale, nonostante a destra, su questo punto, non si siano fatti grandi passi in avanti. Si sentono come oppressi, schiavi della loro malinconia, prigionieri dei loro errori politici e stategici, della loro perenne incapacità a cambiare. Ed allora sono nervosi, vanno in piazza ed urlano contro il regime. Come sempre c’è chi ama marcire ed urlare invece di risolvere i propri problemi; d’altro lato c’è chi con fiducia, speranza e ottimismo ama marciare per riformare e rendere finalmente moderna e all’avanguardia l’Italia. Noi amiamo quest’ultima Italia; il carnevale invece lo lasciamo ben volentieri a quella minoranza d’ Italia chiassosa e isterica di ieri.


Articolo molto bello, intelligente ed acuto.
Solo alcune riflessioni da ‘lettore domenicale’.
Personalmente, la reente sconfessione di Minzolini al TG1 (che riedita il braccio di ferro tra la radazione del TG1 e il Direttore Vespa del 1992) mi sembra la migliore riprova che denunciare l’attacco alla libertà di stampa è una PANZANA.
In ogni caso, dietro c’è qualcosa di più e qualcosa di peggio.
Anzitutto, manifestazioni di questo tipo non sono che i frutti di un CATTIVO USO della libertà di stampa: il tipo di lettore italiano medio è lo ’scontento cronico’, ed ecco allora che (per vendere) i giornali stimolano questi bassi istinti.
Quando era al potere Prodi, i bravi Giavazzi, Stella, facevano a gara nel deprecare l’italia dei ‘privilegi’ e non avevano remore a denunciarli anche nei politici di Sinistra; adesso che c’è Berlusconi, è tutto un dire su un ritorno ad una politica piduista, mafiosa, e neo-fascista.
Lungi da me negare che compito della stampa sia parlare dei veri problemi del paese: io non rimpiango i tempi del patinato del trionfalismo dei cinegiornali luce.
Ma io credo che i giornalisti, lungi dal discettare di libertà in astratto, siano pagati per fare qualcosa in più che vednere indignazioni e polemiche: dovrebbero saper selezionare gli umori e le opinioni espresse dal seno della Società e selezionare quelle più costruttive.
Per fare questo, però, occorre nei giornalisti una capacità POLITICO-CULTURALE che manca, perchè (a differenza del apssato) mancano IDEE FORZA e DISPOSITIVI ERMENEUTICI idonei: se fosse così, la stampa potrebbe anche svolgere un ruolo di AVANGUARDIA POLITICA e forse ACCELERARE l’aggiornamento informativo ed operativo degli organi dello Stato.
Perchè questo manca alla Sinistra? Perchè la Sinistra ha creduto di abbandonare il Comunismo solo con operazioni politiche di vertice ed oggi paga il mancato investimento in una seria opera REVISIONISTICA POLITICO-CULTURALE. E di questo mancato aggiornamento è sintomo evidente l’assenza di una progettualità politica: molto più facile allora attestarsi su posizioni meramente NEGATIVE, sull’ANTIBERLUSCONISMO. Solo che, a queste condizioni, ANTIBERLUSCONISMO non significa altro che QUYALUNQUISMO: La Sinistra, cioè, è diventata in tutto e per tutto uguale al suo ANTAGONISTA STORICO.
gentile sig Mugnai,
non converrò con Lei che l’attuale governo, stia portando avanti un proprio programma di riforme per modernizzare lo Stato.
Io ho un figlio nella scuola elementare pubblica e quindi misuro bene il processo di modernizzazione della scuola pubblica portato avanti dal ministro Gelmini; era in essere, ed è venuto meno per motivi economici, un progetto per l’ingresso della musica nelle prime classi, l’anticipo in entrata per coloro che sono costretti dall’orario di lavoro a muoversi ben prima delle 8,00, mentre per l’acquisto di alcuni materiali scolastici i genitori si tassano etc
Le sembrerà moderna la scelta del nucleare; allora le chiedo: lo sa cosa serve per il funzionamento di una centrale nucleare? apra un sito internet su questa voce ed avrà una sorpresa (magari ne riparliamo);
e (collegato al primo quesito) lo sa perchè, esemplarmente, il sito di Caorso non è mai andato a regime ? Le dispiace curiosare su quali siano i punti di forza dei programmi energetici nazionali dei paesi maggiormente industrializzati, il loro approccio al problema dell’autosufficienza di produzione e stoccaggio?
E il cemento delle centrali lo facciamo fare ai “don ciccio” come gli ospedali siciliani e abruzzesi? E lo smaltimento delle scorie lo affidiamo ai treni diretti in Germania ( tanto per il loro modico costo !!) oppure elle navi della camorra per una soluzione più “in profondità” ? L’ottanta per cento del nostro territorio nazionale è a rischio sismico mentre una misura simile è variabilmente soggetta a rischio idrogeologico. Pensa seriamente che di fronte a questo non sia la vostra una scelta ideologica sul programma energetico?
vogliamo parlare di università? di ricerca?
lo sa che il 30% della popolazione scolastica al sud, ma si scende al 20% al nord è oggetto di dispersione
lo sa che tra le prime 100 università al mondo parametrate al fine di individuarne prestigio ed efficienza non ce n’è una sola italiana?
Lei ha capito che si potrebbe andare avanti a lungo, magari in maniera più sistematica, argomentano nell’argomento. Non sono uso piangermi addosso nè sulla spalla altrui. Riceverei volentieri da Lei qualche voce, l’individuazione di qualche settore che sia recentemente oggetto di nostre soddisfazioni.
E’ dal 2001 che il centro destra governa: quindi circa 7 anni se fatta una breve pausa di un anno e mezzo dal giugno 2006 al dicembre 2007 in cui ha governato il centro sinistra. Faccio fatica e alla fine non riesco a convicermi che sia stato la modernizzazione il pensiero assoluto o semplicemente di fondo del centrodestra, e non dico per risultati di processi di ammodernamento compiuti, ma neache per le tendenze in atto.
scusi per l’eccessivo spazio e sempre grazie
Giorgio Chiarini
(n.b. il PD attendeva un Berlusconi al terzo finalmente statista, eravamo perfino pronti a subirne il fascino, seppure da avversari negli ideali di fondo:
la delusione è innegabile, ma si sa che gli anni non fanno i saggi, ma solo….)
Egregio signor Chiarini,
mi accorgo che il mio articolo possa offendere tanti elettori di sinistra, onesti, ma soprattutto vogliosi di costruire il futuro dell’Italia. Di questo mi dispiace. Forse ho troppo generalizzato, ma non credo di aver troppo difettato nell’analisi della sinistra italiana. Il vertice del Pd non riesce ad assumere posizioni chiare su qualsiasi tema, da quelli sociali a quellli etici. Non dico che dovrebbe essere un partito monolitico e monocorde, ma nemmeno una selva oscura dove tutti accoltellano il vicino. A me dispiace molto della situazione della sinistra italiana, perchè nonostante m riconosca nei valori e negli ideali del centrodestra, io credo che qualsiasi Nazione debba camminare saldamente su due gambe; avere cioè un governo saldo così come un’opposizione forte (questo al di là che governi il cdx o il csx). ora lei converrà con me, che l’attuale governo, bene o male (ognuno è libero di farsi una propria idea sul suo operato), stia portando avanti un proprio programma di riforme per modernizzare il Paese. Ebbene da un’opposizione seria mi sarei aspettato delle proposte o dei consigli (poche volte ho sentito fare delle proposte) e non una carrellata infinita di no, a volte acccompagnata da accuse infamanti. Converrà inoltre con me che l’atteggiamento dei vertici del pd nei confronti di Berlusconi (prima delle elezioni conciliante), sia notevolmente precipitato in una bieca delegettimazione che va al di là della semplice avversione per sfociare nell’odio politico. In questo modo non credo che si faccia il bene d’Italia. Le prime vittime, purtroppo sono tutti quegli elettori, onesti come lei, che vengono oscurati da questa linea politica, a mio avviso, deleteria e per niente costruttiva.
Un caro saluto, Federico
gentile sig. Mugnai,
davvero mi dispiace del suo pessimismo; la sinistra vive davvero un momento di travaglio (non Marco), un passaggio critico (dal greco krinò che richiama la separazione di una cosa da un’ altra, non con accezione necessariamente negativa) che richiede coraggio ed attenzione. Veda, le forze migliori della sinistra non difettano di slanci ideali, mi creda, nè di coraggio, nè di senso di libertà… e non mancano le idee e lo spirito. Non siamo irregimentati e non siamo capaci di accettare supinamente leaders pure carismatici senza il vaglio critico di gente che pensa: questo a volte ci crea qualche problema di leadership; ma, badi bene, orgogliosi di questo, contiamo di non smarrirci, e di non smarrire mai quello che è il bene comune di questa nostra e vostra Italia. Ritroveremo sicuramente il bandolo della matassa, per il nostroed il vostro bene. Coraggio, sig Mugnai, invecchi pure tranquillamente insieme a noi: il meglio non deve assolutamente perderselo.