16 set, 2009
Lettere immaginarie / Maometto a El Ketaoui Dafani
Roma, 16 set (Velino).
Caro figliolo. – Molto mi ha commosso sapere che ieri, nei pressi di Pordenone, per dimostrare la grandezza del tuo amore per Allah, hai finalmente sgozzato Saana, quella puttanella di tua figlia, che stava sfregiando da mesi il tuo onore e la tua fede infilandosi ogni notte nel letto di un infedele. Molto mi è piaciuto, inoltre, che tu l’abbia accoltellata proprio davanti agli occhi di quel porco di italiano di cui quella scellerata si era infatuata. Molto mi ha rallegrato anche il tuo tentativo, sventuratamente fallito, di accoppare col medesimo coltello pure quel maiale. Ma ancor più mi piacerai se adesso che quei farabutti dei carabinieri di Pordenone hanno osato arrestarti saprai mostrarti all’altezza del tuo destino di padre, di musulmano e di martire della nostra fede.
Superare questa prova per un uomo dotto e intrepido come te non sarà comunque troppo difficile. Basterà che tu, utilizzando tutte le risorse della tua vigorosa intelligenza, della tua raffinata cultura coranica, della tua profonda conoscenza della legge islamica e soprattutto della tua toccante passione paterna, quando quelle carogne dei tuoi giudici ti interrogheranno sui motivi del tuo gesto, ti decida a spiegar loro, con la necessaria fierezza, che nessuna usanza islamica come quella di accoppare le figliole ghiotte di infedeli può contribuire a esaltare la superiore moralità e civiltà dei costumi coi quali l’Islam – come da un pezzo sostengono anche molti infedeli attratti dagli esotici vantaggi del cosiddetto “multiculturalismo” – sta cercando di colmare il vuoto spirituale dell’Occidente.
(Ruggero Guarini) 16 set 2009

