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Picconare Berlusconi non è impossibile, è inutile.

di Antonino Armao.

C’è chi fa propaganda politica dichiarata e c’è chi fa propaganda per conto terzi nascondendosi dietro il tesserino da giornalista e/o dietro la libertà di stampa. Sappiamo tutti che funziona così e non c’è nessuna lesa maestà nel dirlo apertamente.

I vari Travaglio, Santoro, Floris, Mauro, etc. fanno chiaramente propaganda politica a favore della sinistra. Anche Feltri fa lo stesso a favore della destra ma almeno non grida come un tacchino all’attentato contro la libertà di stampa quando lo criticano duramente. Le querele, poi, le prende anche lui.

Purtroppo questo è il paese del familismo amorale e del moralismo familista: la morale la tiriamo da tutte le parti come più ci fa comodo.

Come ha appena detto Franceschini alla scuola del PD, se si accusa un leader di partito di amoralità nella vita privata, si fa torto ai milioni di elettori onesti che l’hanno votato e alle migliaia di amministratori che tutti i giorni stanno in prima linea per amministrare onestamente la cosa pubblica. Lui si riferiva ovviamente ai suoi colleghi coinvolti negli scandali, ma il principio è perfettamente adattabile anche a Berlusconi.

Il quale Silvio, sarà pure tutto quello che volete, ma dietro di lui c’è un blocco di governo sostenuto da un blocco sociale, moderato e liberale, che è sempre stato e sempre sarà maggioritario in questo Paese. E in politica più si creano vuoti di potere, più c’è qualcuno pronto a rilevarli, tangentopoli insegna.

Perciò mettiamoci l’animo in pace: picconare Berlusconi non è impossibile, è inutile. Se cade lui, altri si precipiteranno a dividersene le spoglie per poi fare le stesse politiche. Anzi, forse più di destra.

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