9 set, 2009
Le celebrazioni dell’8 settembre 1943 e il “falso storico” del nazifascismo
di Giorgio Frabetti e Federico Mugnai.

Da qualche anno, in questa giornata, l’ANPI promuove solenni commemorazioni dell’08 settembre 1943, indicato come dies a quo dell’inizio della lotta partigiana: lotta partigiana che viene fatta coincidere con l’occupazione tedesca dell’Italia e con la costituzione (09 settembre) del CNL (come derivazione del precedente Comitato Antifascista, sorto ufficialmente il 26 luglio 1943). Personalmente, sono convinto che questa celebrazione sia del tutto inopportuna per i motivi che qui di seguito indico. Tralascio di esporre le mie riserve sul senso di opportunità di coinvolgere lo Stato (vedi il Presidente della Repubblica) in un evento che, se possibile, segna un picco negativo e catastrofico della lealtà dei cittadini italiani verso lo Stato e semmai, è alla base, oltrechè della guerra civile, di quel processo di sfaldamento di fiducia degli italiani verso lo Stato già ben visibile durante la guerra ( già denunciato e documentato da De Felice per i primi anni ’40, verso la fine del regime fascista dopo le sconfitte africane e russe del ‘42), nonchè grave sintomo delle future disfunzioni etico-politiche riguardanti la I Repubblica: dopo l’08 settembre, ci si sentirà comunisti, cattolici, democristiani, siciliani, mafiosi, Operai, Industriali, Partite IVA … ma non cittadini italiani!. Di questo, semmai, la giornate dell’08 settembre si dovrebbe fare memoria, con non poco rammarico e diciamolo pure, con non poca vergogna. Perchè se esiste una data drammatica che rappresenta per l’Italia vera lacerazione e smarrimento, emblema della perdita dei valori civili, questo è proprio l’8 Settembre. In secondo luogo, le celebrazioni dell’08 settembre sono un’occasione persa e mancata, perché perpetuano in sede etico-politica la categoria del ‘nazi-fascismo’, che tanti danni e tanti equivoci ha generato nel II dopoguerra e non solo in sede storiografica. Il falso consiste nel ritenere l’alleanza tra fascismo e nazismo necessaria, sul presupposto (assurdo!) che entrambi condividevano la stessa COMUNE RADICE REAZIONARIA e la COMUNE PROPENSIONE ALLA BARBARIE. Niente di più falso: non solo perché, durante l’occupazione Jugoslava, gli Italiani, scoprendo gli orrori dei ‘lager’, fecero di tutto per salvare gli ebrei (De Felice ne parla nel primo tomo de ‘Mussolini l’alleato’), ma anche perché introduce una semplificazione falsa e rozza di assimilazione fascismo e nazismo (derivante dalla pubblicista sovietica del tempo di guerra che condizionò gli stessi alleati: vedi Conferenza di Casablanca e dottrina della ‘resa senza condizioni’ del nazifascismo: vedi FILATOV, la caduta del fascismo, Edizione teti), assolutamente inaccettabile: il nazismo fu movimento irrazionalista ed esoterico, che si alimentò parallelamente alla teorie di Evola e soci sul declino delle tradizioni cavalleresche in Europa, che trovò nella Germania terreno di coltura ideale per il radicamento dell’esoterismo militare di stampo prussiano; il fascismo fu un movimento di riforma-rivoluzione degli Italiani, che però partiva da basi per lo più MORALI, fondato sulla convinzione che le classi medie che avevano partecipato alla Grande guerra e alla vittoria godessero di un PRIMATO MORALE E IDEALE tale da legittimarne la consegna totale del potere contro le classiche èlites liberal-democratiche (i cossidetti pescecani) . Il nazismo guardava indietro e sognava la restaurazione del pangermanesimo; il fascismo guardava avanti , desiderando passare alla storia come fatto rivoluzionario che segnasse un punto di rottura con il passato (in special modo nei confronti del regime liberale). Il fascismo voleva essere (e così fu) un’alternativa reale e concreta al capitalismo e al comunismo. Come si vede siamo lontani anni luce.
PS: Il mio 8 Settembre è dedicato a tutti quei soldati, che a causa dell’armistizio, morirono per la crudele ritorsione dei tedeschi o comunque furono deportati nei campi di concentramento e/o sterminio nazisti (sono decine di migliaia). Quel giorno furono lasciati vigliaccamente soli, alla mercè del nemico. Il disprezzo nei confronti dell’Italia fu unanime: sia i tedeschi sia gli Alleati giudicarono in modo sprezzante il nostro comportamento. Solo noi ne andiamo fieri!
Perfetto….. vedo che siamo daccordo sul fatto che Chavez sia il miglior presidente che il Sud America abbia mai avuto…ben presto la dittatura fanatica di Berlusconi finirà…e finirà piuttosto male!! W Il Venezuela!!
Ben detto signor Paolo!
Il compagno Chavez sta dando nuove speranze al popolo venezuelano. Là si sono liberati del capitalismo e vivono da Dio(sic!). Anche noi però abbiamo combattuto le forze reazionarie e plutocratiche, i fascisti travestiti da moderati, la Chiesa, etc….Io comunque ho smesso di lottare da quando è sceso in campo il Presidente Berlusconi. E’ più giovane, bello e abbronzato del compagno Chavez e , a mio avviso, è anche più rivoluzionario. Viva l’Italia!
Sono molto daccordo con quello che scrive Federico…Onore a Tutti i PARTIGIANI, contro ogni dittatura nazifascista… che la storia non ripeta barbarie simili… mettiamo al bando tutte le ideologie fasciste …. onore alla sinistra italiana che è riuscita a scongiurare un ritorno di simili nefandezze.
Vorrei poi mettere sul tavolo della discussione sulla tua interessante rubrica.. cosa pensi del presidente Chavez e della sua straordinaria lotta al capitalismo, mettendo a frutto le risorse del popolo Venezuelano?
Grazie
Onore a tutti i Partigiani d’Italia!!! Gli unici eroi che ci hanno salvato dalla dittatura nazi Fascista e punito giustamente i suoi seguaci!!