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Da Prato un buon esempio di solidarietà: cassintegrati ai lavori socialmente utili

Redazione.

Il progetto è di quelli destinati a fare scuola: a Prato, dopo 63 anni di incontrastata amministrazione rossa, il nuovo sindaco di centrodestra, Roberto Cenni, ha deciso di impiegare i cassintegrati in lavori socialmente utili, partendo dalle coltivazioni dei campi.

E la proposta – e questa è la seconda clamorosa novità – non è dispiaciuta neppure al sindacato rosso, a quella Cgil che a Prato – città del tessile – fin dagli anni del boom economico ha dettato legge in un distretto che ha conosciuto gli sfarzi degli anni Sessanta e Settanta e oggi è stretto in una morsa recessiva aggravata dalla nascita di un comparto parallelo interamente gestito dalla più popolosa comunità cinese d’Italia.

Roberto Cenni ha capito fin dal momento in cui ha accettato di scendere in politica che Prato, per uscire dalla crisi che l’attravaglia, ha necessità di riciclarsi, di “inventare” nuove formule economiche, di differenziare le proposte lavorative.

Così, da una parte ha deciso di puntare sul riciclaggio dei tessuti (un’arte che i pratesi ben conoscono fin dagli anni della ricostruzione post bellica e che è stata alla base della fortunata stagione economica) utilizzando tecniche moderne e meno inquinanti rispetto ai vecchi carbonizzi (che utilizzavano sostanze altamente tossiche come l’acido cloridrico); dall’altra si sta impegnando per sviluppare le potenzialità turistiche della città legate soprattutto al Museo del Tessuto e alle opere di Filippino Lippi custodite nella Cattedrale della città.

Ma la proposta alternativa che dovrebbe partire già alla ripresa delle attività lavorative è quella che riguarda l’utilizzo dei cassintegrati che, percependo un sussidio statale, possono essere impiegati in lavori socialmente utili. Quale il primo obiettivo? Trasformare la piana di Prato, quella che va verso la provincia di Pistoia, in una immensa serra a cielo aperto per coltivazioni biologiche di altissima qualità.

Un progetto davvero innovativo, dunque, che coniuga efficacemente produttività e solidarietà.

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