1 ago, 2009
Qual è il pensiero di Mons. Riccardo Fontana sulla pillola RU486?
L’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) che giovedì ha autorizzato la commercializzazione della pillola abortiva RU486, è l’organismo di diritto pubblico che opera sulla base degli indirizzi e della vigilanza del Ministero della Salute, in raccordo con le Regioni, l’Istituto Superiore di sanità, gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, le Associazioni dei pazienti, i Medici e le Società Scientifiche, il mondo produttivo e distributivo (leggi: case farmaceutiche).
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi assicura che la posizione dell’esecutivo non sarà morbida e chiede all’Aifa, “indicazioni certe circa i modi di utilizzo del farmaco”.
Mons. Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita – in un editoriale sull’“Osservatore romano” – ha lanciato un appello accorato. Non usate la Ru486: “Non fatelo perché è oggettivamente un male. Non fatelo perché non si conoscono bene gli effetti collaterali. Non fatelo perché la scienza è fatta per la vita, non per la morte. E, infine, non fatelo per arrivare a comprendere il valore e la bellezza della sessualità e dell’amore”. Il presidente della Pav parla dell’introduzione della Ru486 come “via di ripiego” per “recuperare i capitali investiti dopo la verifica del fallimento per la sperimentazione che era stata prefissata” e critica “la sete di guadagno” della scienza e della ricerca tecnologica.
I cittadini della Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, che hanno già salutato in Mons. Fontana un guardiano attento della dottrina sociale della Chiesa, si attendono di conoscere il pensiero del loro nuovo Vescovo, sulla questione della pillola RU486.
E in particolare i cittadini si domandano se il loro nuovo Vescovo ritiene che il Governo nazionale e le amministrazioni regionali e locali debbano assumere iniziative positive per contrastarne l’uso e la somministrazione nelle strutture pubbliche.


Il vaticano ha minacciato di scomunica tutte quelle donne che faranno uso della pillola ru486, e tutti coloro che la somministreranno.Ma si è ben guardato dallo scomunicare i tanti sacerdoti pedofili che sono emersi dagli scandali giudiziari sia negli U.S.A che in Europa (purtroppo qualche caso anche nella nostra provincia di Arezzo). Non solo questi sacerdoti non sono stati scomunicati ma anzi non sono nemmeno stati allontanati dall’esrcizio della propria funzione spirituale. L’unica soluzione che le gerarchie ecclesiastiche hanno adottato è il trasfeimento in altra diocesi nascondendo il più possibile l’accaduto. Il termine “obbiezione di coscienza” per i medici, è sbagliato. Faccio un esempio. Durante gli anni della leva obbligatoria, un ragazzo che non voleva utilizzare le armi da fuoco, faceva obbiezione di coscienza e andava a fare altro. Tipo volontariato o assistenza. Se uno entrava all’interno dell’esercito NON POTEVA FARE OBBIEZIONE DI COSCIENZA, non poteva dire: “Io indosso la divisa, faccio la marcia e l’alzabandiera ma non utilizzo il fucile “….Mentre I medici italiani entrano dentro il servizio sanitario nazionale, operano, fanno diagnosi ma quando si tratta di praticare una cosa fastidiosa come l’aborto fanno obbiezione di coscienza, appunto come se un militare si rifiutasse di sparare dicendo che per l’uso del fucie lui fa obbiezione di coscienza, ve lo immaginate…a buon intenditore poche parole
P.S: Ah dimenticavo che i veri patriotti e i veri Italiani devono avere ben presente che questa nazione è nata dal Risorgimento, dalla lotta contro il potere temporale della chiesa cattolica, come i bersaglieri abbiano fatto la breccia di porta pia. E come Mameli compositore dell’inno fratelli d’Italia sia morto ventenne difendendo la repubblica romana contro il papa e il suo potere teocratico, assolutistico.