25 lug, 2009
I problemi veri dell’estate aretina
di Antonino Armao
Mentre in città impazza il Play Arezzo Art Festival (la moderna corazzata Kotiomkin di fantozziana memoria che piace tanto ai fedelissimi di Sabina Guzzanti ed alla locale stampa di regime) un osservatore attento e stimato dei fatti politici locali come Tito Barbini ci mette in guardia su quello che potrebbe essere un risveglio traumatico per l’economia locale quanto ci riavremo dalla finta ubriacatura dell’estate aretina.
Oggi Barbini, dalle colonne del Corriere di Arezzo, si domanda quale strategia abbia messo o abbia intenzione di mettere in campo la mamma dell’economia aretina, la BPEL, per consentire alle PMI di riaprire i battenti con serenità a settembre.
E le Associazioni di categoria che fanno? Si domanda pure Tito Barbini. Bella domanda, dico io.
Per questo mi sembra molto sensata una maggiore trasparenza da parte di chi ha delle responsabilità verso questo territorio. Pertanto mi permetto di suggerire pubblicamente al Prefetto di Arezzo di rendere noti i dati che le banche locali avrebbero dovuto già trasmettergli quale Presidente dell’Osservatorio sul finanziamento all’economia.
L’Osservatorio è stato istituito in ogni provincia dal Governo proprio per monitorare in modo capillare le politiche del sistema creditizio di fronte alla crisi finanziaria globale.
Per quanto riguarda l’utilizzo del Fondo di Garanzia per l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, previsto dalla Legge 662/96 e abbondantemente rafforzato con i famosi “Tremonti bond”, bisognerebbe chiedere alle Banche, non a Tremonti che invece lo ha rifinanziato e messo a disposizione degli Istituti di credito che vogliono accedervi per sostenere le PMI in debito di ossigeno.
Quello che riporto di seguito è un post pubblicato sul forum del sito www.fondodigaranzia.it e che più di ogni altro commento ci fa capire qual’è la situazione delle PMI e quale può essere (in positivo ed in negativo) il ruolo delle banche rispetto all’utilizzo del fondo.
Gentili, ho un’azienda di telecomunicazioni qualcuno potrebbe consigliarmi cosa dire a un direttore di banca ottuso che per meno di 10.000,00 € di scopertura, fido (5000) e un anticipo fattura (3400) non andato a buon fine perchè l’azienda non ha pagato, tenuto conto che sul conto corrente abbiamo avuto in due anni un giro di 400.000 mila euro, vorrebbe costringerci a rientrare o a pagare tutto il muto confidi in una unica soluzione (circa 21.000e). Come posso accedere a questo fondo, come posso riuscire a non farmi rovinare per 10.000e?forse devo fondare una squadra di calcio? o farmi raccomandare?
Attendiamo dal Prefetto di Arezzo qualche delucidazione in proposito. Magari prima che sia fatta la frittata.