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Aridatece er commissario Ingravallo

A proposito di dichiarazioni, di riforme e di leggi e di un po’ di casino fatto sempre da sinistra ed anche da destra.

di Curzio Foghini

Il presidente della Repubblica finalmente si è rotto le scatole ed ha parlato chiaro a chi lo tira sempre per la giacca da sinistra ed ha parlato di riforme condivise. Ovviamente parla in senso generale. A ruota alla cerimonia del ventaglio ed in una commissione della camera anche Fini lo ha seguito a ruota (per opportunismo? Il sospetto è legittimo). Mi chiedo se la legge sulle intercettazioni sia una legge od una riforma? La possibilità di eseguire intercettazioni fu sancita da una legge ordinaria. Ed allora cosa c’è da condividere su una legge ordinaria, caro presidente della camera? Dopo la legge sulle intercettazioni la casta dei magistrati ha riscontrato maggior facilità d’indagini ed intravisto nello strumento una sorta di potere tale da poter tenere sotto scacco l’esecutivo se non di proprio gradimento. Si è arrivati a faldoni d’intercettazioni di migliaia di pagine che sicuramente i magistrati non avevano neanche la possibilità di leggere o di farseli leggere. Ricordiamoci del processo Andreotti delle centinaia di migliaia di pagine d’intercettazioni e d’orari aerei, ferroviari e traghetti. La consultazione dei diari del nostro mandò tutte le dichiarazioni dei pentiti a carte quarantotto. I pm non sanno fare un’indagine se non adoperano strumenti sofisticati, se non appaiono mostri d’efficienza, producendo pagine non lette per un’indagine, non sono contenti. Per questo dico “Aridatece er commissario Ingravallo”. Chi era costui?. Chi è troppo giovane abituato solo alle serie TV sulla mafia e sulla camorra, vada a vedere il film di Pietro Germi “Quel pasticciaccio brutto di via Merulana”. Per quanto riguarda poi le sortite sulle riforme condivise, fatte da autorevoli “si fa per dire” esponenti della destra e per quanto riguarda le “alte grida ed aspri duoli“ della sinistra, che grida alla dittatura ed all’imbavagliamento della libertà di stampa, un consiglio a tutti di andare “a dar via el pusseé bun d’artiscioc” come dicono i milanesi quelli di una volta. La traduzione letterale è “dare via il più buono del carciofo” e cosa è il più buono del carciofo? Il culo. Scusatemi ma non ce la faccio più ad ascoltare i soloni di oggi e concedetemi qualche parolaccia come a Pierino.

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