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Chi ha vinto e chi ha perso veramente le elezioni.

di Antonino Armao

Prima di queste elezioni il centrodestra a livello nazionale governava 9 province, ora ne governa 34. Il centrosinistra ne governava 50, ora ne governa 28.

Per i capoluoghi di provincia si votava in 30 città. Il centrodestra ne aveva 5 ora ne ha 14. Il centrosinistra non ha conquistato nemmeno un capoluogo di provincia e in compenso ne ha persi 9.

C’era una volta la “Toscana felix” della sinistra. Il centrodestra ha strappato alla sinistra Prato, bastione rosso da 63 anni, 190 mila abitanti, la terza realtà produttiva del centro-italia.

Ballottaggi a Firenze e Arezzo per decidere governi locali fino a ieri scontati. Ad Arezzo hanno cambiato colore Comuni come Bibbiena, Monte San Savino e Castelfranco. Un terzo dei Comuni della provincia di Arezzo (9 su 27) adesso sono governati dal centrodestra.

Quindi il centrodestra ha vinto le elezioni nel Paese, in Toscana e in 9 Comuni aretini.

Poi c’è la Provincia di Arezzo. Lucia Tanti ha portato la sinistra al ballottaggio ma nonostante la sua grinta non vince al secondo turno per la rimonta di Vasai. Che cosa è successo? Due cose.

La prima: è scattato il soccorso rosso. Allarme, allarme, le destre vi tolgono la pappatoia! Ed ecco che negli apparati pubblici e parapubblici, assistiti e parassistiti sono arrivati i portaordini: votate e fate votare Roberto Vasai. Come resistere ad una potenza di fuoco come quella messa in campo dall’Imperatore della Provincia di Arezzo che candidava il suo delfino prima di ritirarsi (si fa per dire)? Nonostante l’astensionismo trasversale c’è stata la mobilitazione militante della sinistra.

La seconda. Il voto di centrodestra è un vero voto di opinione. Un voto che se gli gira va al seggio, sennò sta a casa o va al mare, anche se piove. Non risponde a discipline di partito. Quello del centrodestra è un popolo libero ma libero veramente e quindi, se la proposta politica non lo alletta, non lo stuzzica o non lo infiamma, non va a votare. E’ il popolo sovrano di cui parla l’art. 1 della Costituzione. E questo popolo è rimasto a casa.

E così Arezzo si tiene la vecchia casta politica al governo della Provincia. Un ente che non ha mai fatto da volano allo sviluppo del territorio ma piuttosto da freno a mano, che non ha mai fatto la formazione che serve ai giovani per trovare lavoro ma quella che serve ai formatori, che non ha mai realizzato le infrastrutture che mancano ma in compenso costa ogni anno come un transatlantico. La provincia di Arezzo si tiene una casta politica che drena risorse dalla fiscalità generale e le distribuisce dentro un complesso sistema di servizi a circuito chiuso la cui utilità è quantomeno dubbia.

Mentre nel Paese tutto cambia, mentre in Toscana la diga della sinistra comincia a mostrare crepe mai viste prima d’ora, il governo della Provincia di Arezzo rimane in mano ad una casta politica che si autoconserva e si autoriproduce. Con alcune novità negative questa volta. Hanno votato meno della metà degli aventi diritto al voto (il 44,28%). Vasai è stato votato al ballottaggio solo da 71.442 elettori cioè il 26,09% degli aventi diritto. Un netto declino per la sinistra perchè Ceccarelli nel 2004 fu eletto con 115.478 voti cioè il 39,63% degli aventi diritto.

Oggi il 73,91% degli elettori o ha scelto Lucia Tanti o non ha votato affatto per la Provincia. Qualcosa vorrà dire. Vuol dire che la maggioranza della gente ha perso veramente un’occasione in queste elezioni.

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3 commenti

  1. Antonino Armao scrive:

    Caro Luigi,
    ho compreso facilmente che non abbiamo le stesse idee politiche ma non riesco a ricordare neppure io dove si svolse la discussione a cui ti riferisci e qual’era l’argomento.
    Saluti,
    Antonino.

  2. Luigi Polvani scrive:

    Errata corrige:
    la mia labile memoria mi ha portato a confondere Antonino (che comunque prese parte alla discussione) con un suo -politicamente parlando- collega.

    Me ne scuso e rettifico

  3. Luigi Polvani scrive:

    La cosa peggiore dell’articolo è certamente l’autore, lo stesso che disse ad una ragazza che l’avrebbe difesa a gratis quando lei fosse finita a spaccare vetrine come un black block. Questo solo perchè non era d’accordo con la sua visione del mondo.

    Altra cosa abusata dal buon silvio e che impressiona il popolino tanto quanto a me fa ribrezzo sono i numeri girati al contrario.
    Il 70% degli aretini non ha votato vasai. Alla fin fine nel gioco democratico conta l’altro 30%.

    Parla del potere di fuoco della sinistra non menzionando chi possiede per intero il “quarto potere” e smonta sistematicamente l’informazione e la possibilità dei giornalisti di informare.
    Basti pensare alla situazione che è emersa negli ultimi giorni al Tg1 dove non si parla dell’integrità morale di chi ci governa ma del tempo atmosferico e di gattini sperduti. Dove giornalisti smemorati si sono già dimenticati chi era alla testa del family day e ora si scopre a sguazzare fra droga e puttane (fatto da dimostrare ma di certo non da tacere).

    Poi c’è una contraddizione, se il popolo del centrodestra, quello illuminato e non “bue”, quello che pensa e decide con la propria testa non è andato a votare ci sarà un motivo ….

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