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Berlusconi e le puttanate: l’opinione di Luigi Crespi

di Luigi Crespi

Ho lavorato sette anni fianco a fianco con il Premier per poi abbandonare il suo staff perché non condividevo le sue scelte politiche, soprattutto in campo internazionale.

Ho legittimamente contrastato, dove, come e quando potevo la visione del “berlusconismo” pur essendo stato uno di quelli che ha contribuito a crearla.

Non mi ritengo né un pentito, né un rinnegato, ma un uomo che ragiona con la propria testa e che ha una bussola rappresentata dalla coscienza, l’unica alla quale rispondo.

Oggi mi devo proprio, per il rispetto che devo alla mia coscienza, schierare in difesa di Berlusconi e vi spiego perché: il potere per sua natura è come una puttana e noi occidentali siamo riusciti negli ultimi secoli a separare il concetto di reato da quello di peccato, è questo significa essere laici, disprezzo il moralismo, soprattutto in chi è venuto su inseguendo le peripezie del “pisellino” di Moravia, queste vergini sante che si scandalizzano per delle puttane da quattro soldi.

Vogliamo ricordarci che era proprio Mao ha volere nel suo letto due vergini per notte? O dell’icona della sinistra democratica, J.F. Kennedy che divideva la Monroe con il capo della mafia?

O i vizi dei nostri padri della patria, come il contributo alla ripopolazione del Piemonte dato da Vittorio Emanuele II, o quella data alla Maddalena e Caprera ad opera di Garibaldi, ritenuto poco affidabile per via della sua debolezza verso le gonnelle?

Ci siamo per caso dimenticati della propensione di Mazzini che non riusciva ad astenersi dal palpare culi di qualunque donna gli capitasse? O della cugina di Cavour, la contessa Castiglioni, piazzata dallo stesso nel letto di Napoleone III?

Il binomio politica-puttane è questione che va avanti da sempre: vogliamo ricordare la storia di Willy Brandt e la sua amante della Stasi che stava per costare carissima all’occidente quando il muro di Berlino era ancora ben solido. Oppure Margarine la figlia segreta di Mitterand, oppure lo scandalo delle stagista pagata con il soldi della Casa Bianca di Bill Clinton, infine basta leggere l’ultimo libro di Vespa per avere documentazioni sulla questione.

Se Berlusconi sarà costretto a dimettersi per le sue infelici frequentazioni, l’unico passaggio istituzionale accettabile è il ricorso al voto.

Berlusconi è stato legittimato dal voto degli italiani e chiunque voglia prendere il suo posto deve fare altrettanto e quindi esca allo scoperto.

(Segue su: www.luigicrespi.clandestinoweb.com)

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2 commenti

  1. Antonino Armao scrive:

    Maurizio carissimo!
    Benvenuto!

  2. Maurizio Polimeni scrive:

    …mal comune, mezzo gaudio?
    Mi sembra che ormai ci sia una tendenza a ridimensionare tutto, perché tanto “lo fan tutti”…
    Non mi trovo d’accordo e non mi sento di essere un moralista; forse solo un pò idealista: la mia impressione è quella che, in ogni campo, riusciamo a sperperare i nostri valori.

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