16 giu, 2009
Lettera ad un comunista
di Antonino Armao
niente di male se non condivide nulla del nostro pensiero. Ma c’è una cosa che le sfugge e sui cui vorrei richiamare la sua attenzione.
C’è una differenza fondamentale tra il sentire politico di una destra sociale e popolare e il sentire politico di una sinistra che pure dice di ispirarsi agli stessi riferimenti. Noi (il PdL, la Lega) siamo sempre più in sintonia con la gente, voi sempre meno. La storia è una ruota. E la democrazia è basata sull’alternanza. Anche in Toscana, anche ad Arezzo. Bisogna accettarlo.
Sa perchè la sinistra ai ballottaggi viene presa dalla sindrome dei rigori e perde? Perchè non accetta di perdere. Sa perchè non accetta di perdere? Perchè non crede più nella via parlamentare alla conquista del potere. Sa perchè non ci crede più? Perchè nonostante la scelta di Togliatti (imposta da Stalin dopo gli accordi di Yalta) di abbandonare in Italia l’opzione rivoluzionaria armata in favore della via parlamentare più lunga e faticosa; nonostante una lunghissima marcia dal ’48 a oggi per conquistare l’egemonia culturale nella scuola (Gramsci docet) nella pubblica amministrazione, nella magistratura e quindi nel Parlamento e nel Paese, quel progetto sta fallendo.
Ecco allora i rimorsi e la disillusione. Dovevate prendere il potere nel ’48 o anche negli anni ’70 con la lotta armata. Oggi che perdete le elezioni, nonostante una forte egemonia in quei settori che ho detto, la scelta pacifica si rivela sbagliata.
Sono sicuro che lei non sarà d’accordo con me e che respingerà con violenza la mia analisi. Ma almeno le ho dedicato qualche minuto per dimostrarle il rispetto che noi abbiamo dell’avversario politico e della dialettica democratica.
Poi, che il PdL come partito popolare e democratico, sia ancora tutto da costruire, questo è un altro discorso. Ma ci stiamo lavorando perché la gente è con noi.
Cordialità.

