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Con Lucia siamo in “Tanti”

di Antonino Armao

I vecchi e i giovani. Sembra il titolo di un romanzo di Pirandello e invece è il vero scenario di questa campagna per l’elezione degli amministratori provinciali ad Arezzo.
Da una parte c’è Lucia Tanti del PdL, una donna, una giovane di trent’anni ma già esperta della politica.
A sinistra invece abbiamo Roberto Vasai del PD, un vecchio assessore (in termini politici, s’intende). Ancora più a sinistra poi c’è Alfio Nicotra, relativamente giovane ma esponente navigato di una sinistra che ancora si ispira al comunismo, cioè al trapassato remoto della politica.
Il PdL ha schierato un candidato che rappresenta i giovani, le donne, il rinnovamento della politica e la modernizzazione della macchina pubblica, cioè l’esatta antitesi di tutto quello che ormai rappresenta la sinistra più o meno estrema.
Lucia Tanti è giovanissima ma già esperta, esponente di una politica nuova protesa al cambiamento. E’ stata assessore al Comune di Caprese Michelangelo e coordinatore comunale di Forza Italia ad Arezzo e guarda al futuro di questo territorio con idee nuove.
Innanzitutto sfoltire e ridurre al minimo la sovrastrutture pubbliche inutili e costose e quindi concentrare le sudate risorse provenienti dalle tasche dei contribuenti nella promozione della comunità locale su due fronti: da una parte l’innovazione, la ricerca e le nuove tecnologie applicate alla tradizionale vocazione manifatturiera aretina; dall’altra il recupero della nostra identità fatta di paesaggi unici, prodotti tipici, saperi tradizionali, creatività e patrimonio storico-culturale.
L’attuale governo ha già dimostrato (e il 63% degli italiani lo ha capito) che il centrodestra quando governa sa coniugare la stabilità con la solidarietà, l’efficienza amministrativa con la tutela dei più deboli, il sostegno alle imprese con la difesa dei posti di lavoro, l’intervento pubblico nell’economia con la moderazione fiscale.
Il PdL sta dimostrando di essere un grande partito di massa, popolare e sociale, attento alle istanze di tutti.
Ma se la sinistra non ha più la “rappresentanza legale” delle classi popolari e della tutela dei più deboli, che cosa resta ai partiti che si definiscono di sinistra?
La risposta è semplice: basta guardare ai due candidati che si oppongono a Lucia Tanti.
Roberto Vasai è un assessore provinciale di lungo corso, corresponsabile dell’arretratezza infrastrutturale di questa provincia. Rappresentante di una casta che vive di politica, proprio nel senso che vive degli stipendi politici di istituzioni e di società pubbliche: poltrone, poltroncine, tavoli e tavolini, in gran parte inutili. E non parlo delle centinaia di giovani precari che la Provincia ha assunto con l’illusione di una stabilizzazione e poi ha mollato senza tanti complimenti: altro che lotta alla precarietà!
E poi c’è Alfio Nicotra, esponente di una ideologia che dire appartenente al passato è un complimento. Ormai le sue idee non appartengono più neanche alla politica ma sanno di religione, come quelle dei luddisti che nel XIX secolo distruggevano le macchine per difendere la lavorazione manuale o a quelle dei quaccheri che ancora oggi si oppongono a qualsiasi forma di modernità.
Ebbene si, per la Provincia di Arezzo sto con Lucia. Siamo in “Tanti” e possiamo farcela.

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  1. Carla Fabbrini scrive:

    Senza l’alternanza la democrazia e lo sviluppo sono bloccati.

    Un impigrimento culturale e ad uno scadimento sul piano etico e morale. Gli elettori, il popolo hanno perso l’attitudine critica, la capacità di valutare e di decidere, ed i nostri rappresentanti hanno perso lo stimolo a studiare a e ad impegnarsi correttamente. Idem per l’opposizione. Si è andati contro il governo senza un progetto, solamente perché il governo era qualcosa da combattere.

    Nell’economia di mercato, le aziende che vi operano sono abituate all’alternanza; i fornitori che si rivolgono al mercato e alla Pubblica Amministrazione partecipano alle gare di appalto, che si svolgono sulla base di normative europee e della legge dello Stato. A volte le vincono, altre volte le perdono, questa è una spinta a mantenere alto il livello qualitativo delle loro offerte, dei progetti, la soddisfazione del cliente
    In politica non dovrebbe essere molto diverso: la competizione – e di conseguenza l’alternanza degli schieramenti – possono rappresentare uno stimolo a migliorare, a garantire la soddisfazione dei cittadini; sempre nel rispetto delle regole. Questi sono anche i principi di una sana democrazia.
    Solo l’alternanza di governo, la diversità di opinioni e la pluralità di idee e di proposte, sono garanzia di governabilità, uno stimolo alla crescita, allo sviluppo di idee e progetti nuovi. Il nostro territorio, che sta scontando più di altri, per questa stanchezza e povertà di idee, gli effetti negativi della crisi economica, reclama con forza un cambio di vertici politici, un’energia nuova e propositiva che riporti il territorio e l’economia locale fuori dalla recessione . Le proposte di Lucia Tanti e del PDL che vanno in questa direzione, rappresentano per me l’unica opportunità valida da prendere al volo e senza esitazione alcuna.

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