23 apr, 2009
Da oggi “tolleranza zero” per chi si macchia di reati contro le donne
Responsabile pari opportunità
UGL – Unione Generale del Lavoro di Arezzo
E’ diventato legge il reato di Stalking inserito sul decreto sicurezza appena approvato in Senato con il consenso praticamente unanime di maggioranza e opposizione.
È una giornata storica. Da oggi le donne italiane possono sentirsi davvero più tutelate.
Questa unanimità di voto al Senato segna un doppio traguardo raggiunto in due direzioni complementari e ugualmente tangibili: la maggiore tutela del diritto soggettivo della donna e il contesto culturale, sociale e istituzionale di riferimento che nel suo cammino lento e faticoso, pone un altro importante tassello verso un cambio di civiltà, una trasformazione della cultura dello stupro e di ogni forma di violenza sulla donna, verso una cultura del pieno rispetto e della libertà e dignità perché la Violenza di Genere non è solo un problema di sicurezza da risolvere con il codice penale, o una maggiore illuminazione delle strade, i taxi rosa o l’assegnazione di un militare quale guardia del “corpo femminile” ma è anche un problema principalmente culturale.
Il punto di svolta nell’approccio al tema della violenza è l’ottica dell’intervento che cambia da una posizione che ha considerato fino ad oggi la donna come “vittima”, soggetto passivo e debole – processo di vittimizzazione ritenuto senza via d’uscita, perché connesso al “destino” femminile – ad una posizione della donna come soggetto “credibile”, forte, che interagisce con le violenze subite ed è capace di fronteggiare la situazione con coraggio e determinazione per proteggere se stessa senza paura di intimidazioni e falsi pregiudizi.
Ecco quali sono i reati penalmente perseguibili :
a) violenza fisica, sessuale e psicologica, dentro la famiglia (da partner o ex partner) e fuori dalla famiglia (da sconosciuto, conoscente, amico, collega, amico di famiglia, parente ecc.).La violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi.
b) La violenza sessuale: vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti.
c) le molestie verbali, il pedinamento, gli atti di esibizionismo e le telefonate oscene.
d) Le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner
Ecco quali sono le sanzioni.
Il codice penale prevede per i reati sopradescritti la reclusione da 6 mesi a 4 anni e l’ergastolo in caso di violenza sessuale con omicidio della vittima.
Diventa obbligatoria la custodia cautelare in carcere se ci sono gravi indizi di colpevolezza per omicidio e alcuni reati sessuali come induzione alla prostituzione minorile, pornografia minorile, turismo sessuale, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo.
In flagranza di reato nei casi di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo è obbligatorio l’arresto .
Pochi i benefici penitenziari: i condannati per delitti sessuali non potranno ottenere permessi per lavoro esterno (salvo casi particolarissimi) non beneficeranno di permessi premio e misure alternative.
Gli arresti domiciliari saranno concessi agli accusati di stupro, solo se il magistrato gli riconoscerà le attenuanti.
Un appello accorato a tutte donne che fino ad oggi hanno preferito non denunciare le gravi lesioni fisiche e psicologiche subite. Non abbiate più paura. Denunciate i vostri persecutori, rivolgetevi alla polizia, ai carabinieri, chiamate il numero di emergenza anti-violenza .
Lo Stato ha previsto il patrocinio gratuito anche in deroga ai limiti di reddito già previsti che si traduce in totale assistenza legale gratuita. Per quest’anno 150 milioni di euro andranno alle forze dell’ordine e 3 milioni al Fondo per le vittime di violenza sessuale. Sarà istituito un numero verde anti-stalking e i Comuni potranno usare sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici.
Il Governo ha dato vita ai provvedimenti sullo stalking, sulla violenza sessuale, sul contrasto alla prostituzione, sulla tutela e la promozione e la salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, volendo maggiormente tutelare per legge la persona e la sua dignità , la garanzia della sicurezza e della libertà, tutti valori senza i quali non esisterebbe vera uguaglianza e vera parità, ma è soprattutto da ora i poi che il contributo della società civile oltre che delle istituzioni, (magistratura e polizia), delle parti sociali, dei comitati, delle Associazioni di volontariato, delle associazioni religiose dovrà essere incisivo e principalmente rivolto al contrasto preventivo del fenomeno in modo che si attenui fino a sparire. Un impegno capillare e condiviso trasversalmente da tutti , un’azione deterrente verso gli stalkers, razza umana che ha potuto finora sopravvivere solo e grazie all’impunità dei reati commessi.
