15 apr, 2009
Appuntamenti con la storia. Il fascismo.
Bisogna stare attenti ad analizzare il fascismo. Ha mille sfaccettature ed è troppo complesso per essere esaminato in maniera troppo semplicistica. Tenterò in questa sede di delinearne i tratti più evidenti ed anche più importanti. Innanzitutto da dove nasce il fascismo? Nasce per volontà di quegli uomini in gran parte provenienti dal socialismo massimalista che avevano deciso di aderire alla guerra, la cui esperienza ne mutò profondamente il carattere. Il fascismo “sansepolcrista”, cioè del 19’ è costituito da un insieme disomogeneo di elementi e politicamente in contrasto con le varie categorie di destra e di sinistra. Da un lato è anticlericale e repubblicano, dall’altro si fa promotore di un acceso nazionalismo, di un viscerale antibolscevismo e di rinnovatore delle tradizioni romane, attraverso i vari simboli e motti che farà propri (il fascio littorio, l’aquila, il saluto romano, etc..). Il fascismo mutò volto in brevissimo tempo per la tattica di Mussolini che seppe manovrarlo a seconda delle esigenze del momento, seguendo il motto del “carpe diem”. Così nel 1921 con il congresso dell’Augusteo a Roma il fascismo era diventato un partito, per lo più reazionario, monarchico, filo-clericale (tanto è vero che vi sono prove di primi contatti con il cardinale Gasparri che si complimenterà con Mussolini per il suo atteggiamento verso la Chiesa ). Le due correnti che da qui in avanti caratterizzeranno il fascismo sono per lo più due: quella intransigente con a capo Farinacci e quella “normalizzatrice” e moderata. La prima era composta da vecchi squadristi e aveva i suoi maggiori consensi in Emilia ed in Toscana. Gli intransigenti erano coloro che auspicavano una rivoluzione totale, la costituzione di uno Stato totalitario, che volevano controllare tutto e tutti attraverso il potere dello Stato. Erano in maggioranza anti-clericali, tendenzialmente repubblicani ed erano animati da uno spirito sovversivo ed antiliberale. Erano espressione di quel nazionalismo giacobino di cui ha parlato Nolte per descrivere questa componente fascista. I normalizzatori invece costituivano l’ala destra del fascismo, moderata, a favore della collaborazione di classe, dell’autorità dello Stato, per lo più monarchica e clericale. Di questa corrente entrarono a farne parte i nazionalisti, alcuni liberali ed un numero cospicuo di popolari di destra. Dopo il delitto Matteotti, eseguito per ordine di alcuni intransigenti all’interno del partito (Cesare Rossi, Aldo Finzi e Filippelli), la linea politica di Mussolini seguì quella intransigente con il discorso del 3 Gennaio 1925, con il quale ha inizio ufficialmente la dittatura. Senza la capacità tattica di Mussolini è chiaro che il fascismo sarebbe forse morto molto prima del 25 luglio1943. Infatti le due correnti erano inconciliabili. Fu grazie alla politica di Mussolini se esse rimasero unite. Dal 3 Gennaio 1925 la politica di Mussolini seguì due strade diverse: una distruttiva, l’altra costruttiva. Con la prima fu smantellato tutto ciò che rimaneva dello Stato liberale: in questo senso la soppressione della libertà di stampa e di associazione (furono sciolte le logge massoniche nel 1925), con la soppressione di tutti i partiti escluso il Pnf e con varie altre restrizioni. D’altro lato furono poste le condizioni per la prima strutturazione dello Stato fascista, attraverso la Carta del Lavoro, le varie iniziative sociali a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati, una nuova disciplina che doveva dare alla nazione prestigio e una ritrovata autorità dello Stato, con la lotta alla mafia e a qualsiasi forma di delinquenza. Infine la Conciliazione,altro caposaldo dello Stato fascista che in tal modo poteva contare dell’appoggio sia della monarchi sia della Chiesa, ritenute da Mussolini istituzioni fondamentali. Il fascismo era allo stesso tempo conservatore e modernizzatore. Se da un lato Mussolini riconosceva l’importanza del cattolicesimo, della tradizione romana (a volte enfatizzata anche in maniera eccessiva), della monarchia e delle istituzioni fondamentali quali la famiglia, ciò era però tutto proiettato ad una certa visione moderna che avrebbe raccolto tutte queste istituzioni in una nuova era, in una nuova Italia caratterizzata da un “nietzschiano” uomo nuovo: il fascista. Non è un caso che il movimento futurista fosse molto legato al fascismo. Renzo De Felice ha riconosciuto al fascismo un certo “vitalismo”, una certa aspirazione rinnovatrice e una certa sua tendenza conservatrice con però alcuni tratti progressisti. Il fascismo non fu nè reazionario nè rivoluzionario. fu per dirla come Mussolini “entrambe le cose, a seconda dell’esigenza”. Lo Stato fascista fu uno Stato etico che educava i cittadini alle virtù civili e infondeva in loro la tradizione, l’amor patrio ed il rispetto per le istiuzioni. Seguì in tal modo la filosofia di Gentile che era insieme a Mussolini la mente del fascismo. Ciò però portava ad avere una totale mancanza di fiducia nei confronti dell’individuo, perchè era lo Stato che veicolava l’individuo a seguirlo, e non l’individuo che veniva incentivato a seguire lo Stato. Il famoso motto: “credere, obbedire, combattere” è in tal caso estremamente emblematico. Il carattere illiberale del fascismo è stata la principale causa del suo fallimento. Esso fu accettato fino a quando il regime assicurava lavoro, ordine, sicurezza e una valorizzazione delle tradizioni italiane con la partecipazione della popolazione alle varie iniziative folkloristiche degli anni Trenta. Quando questa sicurezza, con la seconda Guerra Mondiale (che da guerra breve divenne guerra lunga e per l’Italia guerra tragica), gran parte delle simpatie popolari che il fascismo era riuscito ad ottenere si alienarono ben presto. Mai come allora si sentì il bisogno di ritrovare la libertà perduta ed anche dimenticata. Non vanno però trascurate o minimizzate alcune sue iniziative politiche che sono ancora oggi in parte condivisibili. Non va dimenticato che dietro il fascismo vi erano uomini come Gentile, Bottai, Balbo, De stefani, Marinetti, Marconi, Pirandello, Giurati ed altri esponenti di altri partiti che collaborarono con Mussolini durante il regime: Beneduce, Casati, Nava, etc…
