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L’autorità dello Stato e la solidarietà nazionale

di Federico Mugnai

Le macerie, le Chiese e la storia di interi paesi distrutti, le decine e decine di famiglie flagellate dai lutti, i sacrifici di migliaia di persone cancellati; tutto ciò è accaduto in Abruzzo in pochi istanti. Il terremoto in Abruzzo poteva piegare l’Italia, questo tragico evento poteva risultare avere conseguenze catastrofiche soprattutto a livello psicologico e morale, poteva cioè distruggere le residue speranze delle migliaia di connazionali sfollati. Così non è stato, perché è il popolo italiano che si è sentito ferito, che ha risposto con il cuore e con un impeto di solidarietà, di patriottismo e di vicinanza straordinari. Non si tratta di un sentimento che nasce casualmente, ma bensì di qualcosa di molto radicato che è specifico di questo popolo e che trova la sua ragion d’essere nella tradizione greco, romana e cristiana che ha dato una propria fisionomia al popolo italiano. A parte queste caratteristiche e peculiarità che alcuni vorrebbero trascurare o addirittura cancellare, vi è stata dopo tanto tempo, anche una forte risposta dello Stato dinanzi alla tragedia che ha sconvolto l’Abruzzo. Un coordinamento di forze straordinario, una organizzazione formidabile ed una vicinanza da parte delle istituzioni eccezionale. Così come avvenuto a Napoli per l’emergenza rifiuti, così adesso per il terremoto in Abruzzo si è percepita la grandiosa presenza dello Stato che si identifica con la Nazione e che risponde in modo tempestivo e con grande attenzione a tutte le esigenze.

E’ lo Stato nazionale che interpreta il sentimento del suo popolo, è lo Stato che ritrova finalmente l’autorità, che assiste materialmente e moralmente i terremotati, che attraverso gli eroici sforzi della protezione civile, dei vigili del fuoco, della croce rossa e delle altre associazioni, salva vite dalle macerie, dà vitto e alloggio agli sfollati e soccorre i feriti. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza una azione forte e decisa da parte del Governo, a partire dal Presidente del Consiglio, che ha dapprima istituito un Consiglio dei Ministri straordinario per prendere i primi provvedimenti economici a favore dei terremotati, ha dato disposizione ai singoli ministeri che sono già all’opera nelle terre colpite, poi ha preso contatti con le varie Province d’Italia per sostenere l’Abruzzo ed infine si è recato a lungo di persona a L’Aquila sia per incontrare gli sfollati sia per constatare lo stato in cui versano le abitazioni. Già è prevista la ricostruzione di gran parte della città, già vi sono progetti a lungo termine per dare nuovamente vita a quelle terre e permettere ai cittadini di riavere almeno una nuova casa. Fino a quando non si sarà completata la ricostruzione e la vita in quelle terre non riprenderà il suo normale corso, il popolo italiano dovrà sentire sempre questa ferita nel profondo dell’animo e dovrà continuare a sostenere in qualsiasi modo, ispirati sempre da un vivo sentimento comunitario, i nostri connazionali. Solo quel giorno potremo dire che lo Stato e il popolo italiano avranno vinto questa ennesima dura battaglia della loro immortale Storia.                

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