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Spiragli di luce sulla crisi

di Federico Mugnai

Nessuno in questo momento può fare alcuna previsione certa su quale sarà l’evoluzione della crisi. Troppe sono ancora le incognite, troppi gli ostacoli che il mondo ha davanti per riacquistare quel minimo di ottimismo necessario per sentirsi veramente sicuri. E’ indubbio però che ultimamente siano giunti alcuni segnali positivi, sia a livello economico sia a livello finanziario.. Importante è stato il piano del tesoro statunitense promosso da Geithner che in collaborazione con soggetti privati, permetterà nel corso del tempo di acquistare dalle banche fino a 1000 miliardi di asset tossici. Ciò potrebbe far traghettare le banche fuori dalla crisi  e ciò porterebbe alla stabilizzazione di un asse portante per l’economia, in quanto sorgente di credito per le famiglie e per le imprese. Per quanto riguarda i consumi, in America, sono rimasti inaspettatamente ad un livello elevato nonostante i milioni di disoccupati che la crisi ha prodotto. I tagli agli sprechi sulla scuola e sulle operazioni militari promossi dal Presidente Obama hanno inoltre permesso di dare una boccata d’ossigeno ai conti pubblici e di riequilibrare il rapporto deficit e pil appesantito dopo i massicci, ma in questo momento necessari, interventi pubblici sull’ economia. Rimangono altresì molti nodi da sciogliere. Uno fra tutti la soluzione del colosso automobilistico General Motors che rischia il fallimento. Da parte della Casa Bianca è stato licenziato l’amministratore delegato Wagoner, ritenuto il maggior responsabile della disastrosa strategia aziendale degli ultimi anni. Si attendono inoltre dati confortanti sul mercato immobiliare, snodo cruciale per la ripresa americana, da tempo in profonda crisi. Gran parte dei paesi dell’Ue invece stanno resistendo solidamente alla crisi con misure adeguate sia dei rispettivi Governi sia della Bce. L’Italia indubbiamente a livello europeo è una delle Nazioni che riesce maggiormente a contenere la crisi. La situazione in Italia infatti è difficile ma non è tragica e sta cautamente migliorando. Intanto alcuni istituti di credito si preparano a chiedere l’utilizzo dei “Tremonti bond” e una nuova operazione tra il Governo italiano e le banche è stata già studiata per consentire agli istituti con rating più basso di quello di stato, di ottenere liquidità a un costo più contenuto presso la Bce, le controparti bancarie. La Fiat, attraverso il suo ad Marchionne ha fatto sapere che negli ultimi due mesi  sono aumentate le vendite di autoveicoli grazie anche agli eco-incentivi statali e che alcuni stabilimenti in procinto di chiudere hanno ripreso ad essere operativi. Inoltre il ringraziamento del Presidente Obama per l’accordo siglato da Fiat con Chrysler per investimenti in America e l’acquisto di una quota della società americana, rilancia in maniera brillante l’azienda torinese a livello internazionale. Infine sono risultate storiche le misure adottate a Londra dal G20 contro i paradisi fiscali e a sostegno delle imprese e delle famiglie con un maxi piano da 1800 miliardi di dollari.  Insomma, tranne qualche scoria, tranne alcuni corvi dell’economia che si divertono a generare terrore ed altri sindacati politicizzati che si preparano a fare la loro carnevalesca manifestazione, usando come strumenti i lavoratori, per legittimare ancora la loro ideologia irrimediabilmente condannata dalla storia, non manca in tutto il pianeta la volontà di resistere a questi tempi difficili e credere in una sollecita ripresa. Già dietro alle tante zone d’ombra, vi sono dei piccoli spiragli di luce che infondono speranza e ci rendono un po’ più fiduciosi

 

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