22 mar, 2009
Chi tace acconsente, ma i cittadini non sono degli acefali
In un mio intervento di qualche settimana fa sollevai la questione relativa al non impiego di manodopera locale per la realizzazione della mostra dei Della Robbia voluta dalla provincia di Arezzo. Ricordo che l’intera operazione è costata ai cittadini di Arezzo e provincia oltre un milione e mezzo di euro che sono volati, e mi ripeto, dritti dritti in Veneto. E questo è un dato di fatto che non teme nessuna smentita. Ma per ritornare all’oggi e alla luce di quanto hanno riportato i quotidiani locali allibisco nel leggere che la stessa provincia ha deciso di mettere a disposizione dei lavoratori cassaintegrati locali la misera somma di 100.00 euro a cui si aggiungono i 50.000 garantiti dalla Camera di Commercio, altro partner della mostra, per coprire le spese necessarie a garantire ai lavoratori, e sono tanti, il pagamento delle mensilità.
Briciole che offendono la dignità di tanti padri che non possono più assicurare il pane alle proprie famiglie; bieca elemosina praticata in prossimità dell’imminente campagna elettorale.
Se tutto questo, mi domando e mi dico: vien fatto, evidentemente, c’è chi ancora considera la stragrande maggioranza dei cittadini di questo territorio degli acefali che seguono ossequiosi le direttive dei capibastone? Potrebbe essere così, ma voglio pensare il contrario. Voglio sperare in un ravvedimento dell’ultima ora che potrebbe essere reso più dolce dall’ultima “ciambotta” di pasticceria ispirata dalla mostra.
Concludo questa mia prendendo a prestito una frase che ho trovato in internet “ … il coraggio non sia una virtù richiesta, ma che esso possa dare voce a tutti coloro che hanno qualcosa da dire, o che, perché no?, vogliano semplicemente fare due chiacchiere”.
