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Brunetta sulla Ferrari targata PA

di Carla Fabbrini

“Dietro il nostro lavoro, c’è sempre un cittadino a cui rispondere”.

Nell’attuale processo in corso in cui lo Stato si sta trasformando in senso “federalista”, è quanto mai necessario che anche la Pubblica Amministrazione, si riqualifichi come struttura di servizio ai cittadini, alle imprese, alla comunità secondo il principio fondamentale di sussidiarietà e in senso europeista.
Tradizionalmente è sempre stato attribuito ai leaders politici, la funzione di determinare cosa andava garantito attraverso i servizi pubblici, con quali modalità e nei confronti di quali destinatari. Così di conseguenza i dirigenti e funzionari pubblici hanno erogato i servizi modellandoli su un archetipo autoritativo più al servizio del Sindaco, del Presidente o del Ministro pro-tempore, cioè dell’apparato politico, che del cittadino relegato di fatto ad un ruolo del tutto passivo.
“Di qui l’idea ottocentesca dell’amministrazione come macchina anonima e imparziale, rigidamente subordinata ai propri vertici politici, gestita da funzionari pubblici selezionati per applicare (rectius: interpretare) norme, separata dalla società (anche grazie ai suoi due segreti, di Stato e di ufficio) ma ad essa sovraordinata, in nome della superiorità di quell’interesse pubblico la cui tutela è all’amministrazione affidata in via esclusiva, anche a costo, se necessario, di ledere interessi dei privati” (G. Arena Forum PA 2007).
Oggi però, con le riforme in atto ( federalismo e Pubblica Amministrazione) stanno delineandosi nuovi assetti normativi che cambieranno radicalmente questi comportamenti orientandoli ad una maggiore attenzione nei confronti del cittadino riconoscendogli un ruolo importante, quello “Stakeholder” (portatore di interessi)
Tale cambiamento avrà un grosso impatto sul ciclo delle politiche pubbliche: il cittadino utente sarà maggiormente coinvolto anche nelle varie fasi di progettazione, decisione, implementazione, monitoraggio e valutazione dei servizi .
L’attivazione di strategie di partecipazione e la conoscenza dei bisogni e delle performance divengono essenziali.
Tutto ciò implica che le istituzioni pubbliche debbano necessariamente evolversi da un sistema ancora chiuso e auto-referenziale di “fornitore di servizi” ad un’organizzazione aperta, a rete, nella quale il pubblico ha fiducia.
Come sarà possibile tutto questo? attraverso processi di trasparenza e responsabilità e spostando il centro dell’attenzione dal livello interno (risorse e attività) a quello esterno (produzione e risultati) agendo sul ciclo classico del servizio pubblico: “progetto-decisione-produzione-valutazione”, tramite il coinvolgimento, in ogni fase, dei portatori d’interesse in generale e dei cittadini-clienti in particolare. Questi ultimi diventeranno così “co-progettatori, co-decisori, co-produttori e co-valutatori”.
“Le amministrazioni si pongano in atteggiamento di ascolto verso i cittadini-utenti, riconosciuti come portatori di saperi che sono una risorsa preziosa per il miglioramento del servizio da esse erogato. E’ in questo senso, dunque, che si può dire che il modello bipolare tradizionale evolve verso un modello temperato dall’ascolto “
Le organizzazioni pubbliche, dovranno soddisfare in maniera diametralmente opposta i bisogni complessi di una società sempre più eterogenea, la domanda di maggiore trasparenza, insieme al bisogno di maggior coinvolgimento dei cittadini e imprese
Tra politica ed amministrazione dovrà esserci una distinzione netta, dove la politica e gli organi di governo avranno le funzioni di indirizzo e di controllo, e la PA di gestione.

Certamente questa nuova modalità è molto più impegnativa, ma se vogliamo dare una svolta davvero innovativa e arrivare ad una partnership più strategica, se vogliamo consolidare il settore pubblico, rendendolo forte, apprezzato e degno di fiducia, questo è l’unico modo.
Lo ha capito molto bene il Ministro Renato Brunetta che, fin dall’inizio del suo mandato si è impegnato a dare una svolta epocale a questa enorme macchina targata PA.
E con grande determinazione ed efficacia sta mantenendo parola ai suoi impegni attuando una vera e propria rivoluzione che porterà il cittadino al centro dell’azione amministrativa grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche che garantiranno innanzitutto standard uniformi di servizi su tutto il territorio.
Una grande strategia è quella di “linea amica” . Sistema di reti di URP uffici di relazione con il pubblico che rispondono in maniera efficace a risolvere i problemi della gente. Già in parte questo avviene, con la risposta a 300 mila telefonate giornaliere e il monitoraggio continuo della “CS” la soddisfazione o insoddisfazione degli utenti che chiamano per avere risolti i loro problemi con la PA.
“Una PA finalmente amica che dia una mano al paese, non più palla al piede dell’economia, non più un costo da pagare ma – la Ferrari – è quanto afferma il Ministro Brunetta che con la sua instancabile tenacia si è prefissato questo ambizioso obiettivo:
“Io voglio che la PA sia come la Ferrari nell’immaginario collettivo nazionale e internazionale, una cosa di cui andare orgogliosi. Ci sono tutte le risorse per farlo perché ci costa un sacco di soldi questa meravigliosa PA, tanto vale farla fruttare! “
Tra i progetti annunciati da Brunetta anche quello di ”un testo unico dedicato ai doveri della Pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini”. Una sorta di codice, che sarà pronto a breve e metterà fine ”a cartelle pazze e vessazioni” da parte della P.A

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