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Ad Arezzo è sbarcato Di Pietro

di Antonino Armao

E così anche ad Arezzo è sbarcato Di Pietro. Come quando dopo un naufragio si battono le spiagge per raccattare i relitti del bastimento, anche ad Arezzo i dipietristi setacciano il territorio per cannibalizzare quel che resta della sinistra antagonista. Buon appetito e auguri: i comunisti aretini sono ancora coriacei.
E veniamo al nostro. Da quando è entrato in politica, preceduto da un sinistro tintinnio di manette, Antonio Di Pietro, il tribuno intransigente dell’Italia dei valori, ha sempre predicato la teoria delle “liste pulite”. A suo avviso, chiunque sia indagato dalla magistratura non dovrebbe essere candidato al Parlamento. È, questo, uno dei punti cardine del dipietrismo ed è la teoria che ha consentito l’incontro di piazza fra l’ex pm e l’antipolitica di Beppe Grillo.
Lo ricorda Il Giornale, con l’articolata inchiesta che sbugiarda il tribuno di Montenero di Bisaccia: smentendo, infatti, uno dei punti cardine del partito giustizialista ha candidato alle europee l’ex pm ora indagato Luigi De Magistris.
De Magistris è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma, i reati ipotizzati sono quelli di abuso di ufficio e di interruzione di pubblico servizio. L’inchiesta riguarda il ruolo svolto dall’ex pm nella “guerra fra le procure” di Catanzaro e Salerno. De Magistris con le sue inchieste “Poseidon”, “Why not” e “Toghe lucane” raggiunse una rapida e discussa notorietà, ma gli eccessi e le scorrettezze commessi nell’adempimento delle sue funzioni di pubblico ministero hanno determinato l’intervento disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. che lo ha rimosso dall’incarico trasferendolo nella magistratura giudicante di Napoli. Proprio mentre il Csm lo stava giudicando, De Magistris si esibì ad AnnoZero per denunciare un oscuro complotto ai suoi danni, per impedirgli di fare il suo lavoro di magistrato. Di Pietro ha sempre difeso, contro tutte le critiche, il Csm, ma nel caso De Magistris ha fatto un’eccezione. Un’altra, più vistosa, eccezione l’ha fatta candidandolo alle europee.
Perché? Forse perché il tribuno fiuta i personaggi capaci di eccitare le pulsioni antipolitiche dei giustizialisti. Crepi la coerenza, la grancassa è utile. D’altra parte, Di Pietro ha sempre usato due metri e due misure: uno rigido fino all’intransigenza per gli altri, un secondo, più flessibile e accomodante per se stesso. Per i suoi comportamenti e per i criteri di gestione del suo partito.
È molto positivo che il dott. De Magistris sia entrato in politica perché, siccome già la faceva usando gli strumenti della giustizia, adesso la farà direttamente, ma senza fare danni rilevanti, che non siano quelli, modesti, derivanti dalle parole che pronuncerà.

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  1. giuseppe vitillo scrive:

    a) preferirei un blog di ” informazione”
    piuttosto che di “controinformazione”; quanto agli aggettivi preferirei che fosse semplicemente oggettiva o -al massimo -moderatamente di parte.
    Che ci puoi fare, ognuno ha i propri gusti!

    b) Come sempre l’articolo è ben scritto e dal contenuto condivisibile.
    A titolo però di commento aggiungerei che se Tonino sta facendo fortuna, la colpa non è tutta sua; bisognerebbe anche analizzare il perchè
    tanta gente lo segue; dal canto mio mi sono fatto l’idea che il proselitismo dell’IDV ha una ragione-origine simile a quella che a suo tempo determinò il nascere ed il proselitismo della Lega.
    Il fatto che grazie a Umberto Roma da un bel pezzo non sia più Ladrona, lascia bene sperare. Probabilmente anche Tonino
    con il tempo diventerà più “ragionevole”. Nel frattempo sta al governo in carica -ancora per qualche anno- ostacolarlo nel pescare a sinistra, e cominciare (o continuare?) anche al centro. Dopo tutto Tonino è nato e cresciuto contadino ; scoraggiarlo a diventare pescatore
    di professione non dovrebbe essere poi così difficile.
    Inshallah!

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