13 mar, 2009
Tremonti: perchè l’Europa ci apprezza
Via libera dell’Ecofin alla trasformazione dell’Iva agevolata al 10% per il settore delle costruzioni da regime provvisorio a permanente. “È una buona dote fiscale per la nostra politica edilizia”, ha sottolineato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti al termine dei lavori con i colleghi europei.
“Abbiamo ottenuto la conferma, anzi il trasferimento da temporaneo a permanente del regime agevolato per l’Iva sull’edilizia, ristrutturazioni e riconversioni abitative”, ha annunciato, spiegando che lo schema riguarda “tutti paesi ma noi particolarmente. Il regime italiano era speciale e temporaneo, ora è speciale e permanente”.
L’accordo dell’Ecofin permette ai paesi membri di applicare l’Iva ridotta su base permanente su tutta una serie di settori a scelta: oltre alla ristrutturazione delle abitazioni, il regime interessa la ristorazione, le piccole riparazioni di biciclette, scarpe, pellame, abbigliamento, vettovaglie.
Ma non solo, la riforma tocca anche l’attività dei lavavetri, pulizia delle case private; servizi di assistenza a domicilio per giovani, anziani, persone malate o disabili; parrucchieri; libri cartacei e cd rom. Il Portogallo nello specifico ha ottenuto l’applicazione dell’agevolazione ai pedaggi per i ponti di Lisbona e Cipro per le bombolette di gas.
Ma l’Ecofin ha dato anche luce verde al programma di Stabilità italiano, mentre il ministro sul fronte sociale ha tenuto a sottolineare che l’Italia è ben attrezzata, e i 9 miliardi stanziati per gli ammortizzatori sono “sufficienti”.
Il rapporto sull’Italia è fortemente positivo” ha detto Tremonti, osservando che “il bilancio della Repubblica italiana sul 2008 chiude bene, anche meglio di quanto previsto, il 2009 vediamo, ma già aver chiuso bene il 2008 è tanto”. E sul suggerimento Ue di valutare eventuali nuove misure, incluso l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, il titolare di via XX Settembre ha affermato. “Per noi è importante la parte sui conti” ha detto, osservando che “c’è una parte fortemente positiva sulle pensioni. L’Ue dice sempre una cosa e poi il contrario”.
Intanto sul fronte sociale, nessun timore di emergenze: l’Italia ha un buon apparato di strumenti per reagire. I 9 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali sono una cifra “rilevante e sufficiente” ha sostenuto il ministro. “Finora peraltro non c’è stato bisogno di attingere a questa riserva”, ha aggiunto, giudicando i nove miliardi “una cifra responsabile, un importo non marginale”. Nel governo, ha spiegato “si sta consolidando l’idea che l’apparato di strumenti costruito in Italia con il consenso generale nel corso dei decenni sia razionale, sia buono”.
Il ministro ha poi approfondito l’entità della crisi. “Continuiamo a essere in terra incognita – ha rilevato – una situazione difficile che non ha precedenti storici, non c’è mai stata una così violenta alterazione degli schemi. Sappiamo che c’è la crisi, siamo stati eletti dicendo che sapevamo che c’era la crisi e che si sarebbe aggravata, sappiamo che è terra incognita, cerchiamo di fare il meglio possibile, nel modo migliore”.
“La moltiplicazione di dati, previsioni e congetture non ci sembra che sia un contributo per la soluzione del problema, consentirà a qualcuno di vincere il Nobel di non so cosa – ha concluso – c’è la crisi, lo sappiamo la gestiamo nel modo più serio e responsabile. La moltiplicazione delle previsioni non è seria”.
