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PdL al Congresso con spirito unitario

Redazione

L’avventura è gia cominciata ma avrà la sua consacrazione al congresso del 27 marzo. Lo spirito che anima il Popolo della Libertà ha preceduto persino la scelta di Berlusconi a san Babila: è arrivato dal basso, come il leader ha ricordato ieri nell’incontro di vigilia con i gruppi parlamentari.

Raccogliere questo spirito e rilanciarlo con una nuova proiezione esterna, una diversa organizzazione per consolidare il consenso nelle prossime prove elettorali, rappresenta la sfida immediata di Forza Italia e An fuse assieme. Berlusconi ha avvertito, che il salto in avanti non deve far paura: l’affezione alla bandiera di origine non può coprire o attenuare il coraggio del nuovo percorso di libertà. Al PdL si chiede come mai in passato nella storia italiana, quella fusione tra moderati, cattolici, socialisti riformisti e liberali che completi l’idea che lo stesso Berlusconi ebbe nel lontano 1994. Rappresentare e parlare a quanti si riconoscevano allora nei partiti del cosiddetto “arco costituzionale” e allargare il suo sviluppo a tutti coloro che non volevano finire nell’orbita del movimenti post-comunisti.

C’è stato qualcosa di più e di diverso tuttavia nel discorso variegato che ieri il leader ha offerto a deputati e senatori del nascente partito. Qualcosa di importante e di categorico appena mascherati dall’ironia scelta ad arte dal presidente del Consiglio… “Non voglio che cresca un partito della nomenklatura – ha sottolineato tra gli applausi – e tanto meno un partito dei potentati”. Insomma, non un partito tradizionale, non un gigante riverniciato con una “casta” allargata, ma una forza di governo pragmatica e riformatrice che gode di una leadership autentica e riconosciuta. Componente di popolo, dunque il processo di formazione dal basso, e caratura della leadership rendono assieme possibile la grande svolta nel solco del Partito popolare europeo.

Guai se i sussulti nostalgici o i piccoli calcoli della vecchia bottega bloccassero il battesimo che ci aspetta. A tale proposito non servono polemiche, contrasti o strascichi dopo la grande vittoria di Berlusconi e del PdL in Sardegna, di cui pure oggi si fanno accenni sulla stampa nazionale. Forzature o, peggio, incidenti, perfino fisiologici in altre fasi politiche, rischierebbero di mortificare l’avvio della nostra grande avventura.

 

 

 

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