13 mar, 2009
Crisi: segnali di ripresa
I risparmiatori – diceva Luigi Einaudi – hanno “gambe di lepre e memoria da elefante”. Vale a dire che si ricordano bene di un investimento sbagliato. E questa crisi sta mettendo a dura prova la memoria dei risparmiatori. Ma, proprio perché risparmiatori, continuano a risparmiare: comportamento tipico di chi ha fiducia nel futuro. E non è un caso se questo atteggiamento viene fotografato in chiave positiva da chi ha il polso dell’andamento dell’industria del credito europea. Cioè, Jean-Claude Trichet.
Il presidente della Banca centrale europea intravvede qualche elemento di ripresa. Non può dire che la crisi sia ad un punto di svolta ma quantomeno individua l’uscita dal tunnel. Esistono – dice – elementi espansivi nell’economia mondiale. E non è un caso se all’analisi del banchiere centrale si aggiunge quella del capo economista della Goldman Sachs. Banche centrali e banche d’affari, quindi, condividono la stessa analisi: la svolta della crisi potrebbe essere vicina.
Ad alimentarla sono i bassi prezzi delle materie prime che schiacciano verso il basso l’inflazione e favoriscono un miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie a reddito fisso.
È su queste basi che Berlusconi invita le famiglie a non modificare i propri consumi. “La crisi – osserva il presidente del Consiglio – sembra particolarmente grave. Ma la sua estensione dipenderà dai nostri comportamenti. Il governo è presente per sostenere i cittadini meno fortunati”.
E proprio questo principio (il sostegno da parte del governo) è la filosofia che ha mosso finora ogni intervento di politica economica. “Nessuno verrà lasciato indietro”, ha ricordato Tremonti.
Per riuscire a mantenere fede all’impegno, il governo ha mobilizzato quasi 56 miliardi di euro. Destinati a sostenere l’occupazione, attraverso investimenti in infrastrutture e interventi sul reddito; previsti anche interventi a favore delle imprese. Con l’obbiettivo di tamponare gli effetti della crisi sui bilanci familiari ed accorciare il più possibile la durata della crisi stessa.
L’economia è una macchina lenta a ripartire, con lunghi tempi di reazione. Ma, secondo quel che dice Trichet, la chiave è già nel cruscotto e per la scintilla non bisogna attendere troppo.
