9 mar, 2009
Il ruolo sociale della casa
Mentre la crisi continua a sconvolgere l’economia mondiale, tanto è vero che negli Usa la percentuale dei disoccupati ha superato l’8%, tutti i Governi, a seconda dell’incidenza della congiuntura economica prendono dei provvedimenti per attutire al massimo le ripercussioni negative sulle famiglie, sulle imprese e sulle banche. Il Governo italiano è intervenuto a più riprese e sempre con un equilibrio ed una sicurezza che sono stati evidenziati dall’Ue che ha lodato le iniziative dell’attuale esecutivo. Si tratta di un Governo che non si lascia sorprendere dagli avvenimenti, perché trova sempre la giusta armonia tra il sostegno ai lavoratori, ai meno abbienti, alle imprese e alle banche e l’attenzione al rapporto deficit pil e quindi ai conti pubblici. Tra le nuove iniziative, oltre ai 17 miliardi stanziati Venerdì scorso per le opere pubbliche e che permetteranno, oltre a modernizzare il paese, a dare lavoro a decine di migliaia di operai, imprenditori, ingegneri, architetti, etc… , si prospetta anche il piano casa, forse l’asse portante della giustizia sociale. Senza il possesso di una casa non esiste una vera famiglia, perché la casa è il punto di partenza per la creazione di un nucleo familiare. La casa è custode del passato, della tradizione e dei valori familiari, l’emblema della sicurezza sociale, il possedimento necessario per poter sperare in una vita dove i sogni di ognuno possano essere realizzati. Verranno perciò costruite nuove case popolari, in modo tale che le famiglie italiane più numerose e quelle più povere possano finalmente raggiungere questo importante traguardo. Perché la casa è un diritto, ma è anche un dovere ed è quindi giusto che la priorità vada a coloro che ogni giorno fanno tanti sacrifici per mantenere la propria famiglia. Saranno inoltre costruite altre migliaia di case in tutto il territorio nazionale con tre obbiettivi: far ripartire il mercato immobiliare, creare nuovi posti di lavoro e aiutare ed incentivare i giovani a comprare casa, attraverso tassi agevolati sui mutui. Tutto va in unica direzione: modernizzare il paese, incentivare le imprese ad investire e le banche a prestare denaro, creare nuova occupazione, dare ai giovani e ai meno abbienti l’opportunità di comprare la casa e quindi far ripartire i consumi. In poche parole è lo Stato che investe sul futuro della Nazione e dà un marcato senso sociale alla propria politica, perché direttamente o indirettamente investe tutte le anime produttive e propositive della Patria. Agli sciacalli, ai partiti del “no” perenne e ai disfattisti lasciamo come sempre la possibilità di rifugiarsi nel loro dramma personale e politico e di fare le loro impresentabili proposte.
Lasciamo invece al Governo la fatica di fronteggiare con tenacia, perseveranza ed attenzione la crisi, auspicando che non solo l’Italia, ma l’intero mondo riesca ad uscirne indenne.
