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Statali si cambia. Il Ministro Brunetta ad Arezzo per spiegare la Riforma.

Redazione

Sabato 28 febbraio alle ore 17.00 presso l’Hotel Minerva ad Arezzo il Ministro Renato Brunetta spiega la sua Riforma.

Una riforma per il dopo-crisi. Dopo quella della scuola e dell’Università, tocca ora alla Pubblica amministrazione. Interventi – a costo zero -che faranno trovare un’Italia più competitiva una volta concluso questo ciclo congiunturale.
Il voto finale di ieri al Senato (con il pilatesco atteggiamento dell’opposizione: uscita dall’aula) segna una vera e propria “rivoluzione” – come l’ha definita Brunetta – nel rapporto dello Stato con il cittadino.
D’ora in avanti, la pubblica amministrazione diventerà “trasparente”. Ogni cittadino potrà conoscere il rendimento di un dipendente pubblico: verrà premiato chi fa il suo lavoro; non sarà più “coperto” chi non lo fa. Fino a prevedere sanzioni non solo per il dipendente che si finge malato, ma anche per il medico che firma il certificato.
È improprio definire la riforma della Pubblica amministrazione come un provvedimento anti-fannulloni. Certo, gli assenteisti saranno puniti (è previsto il licenziamento nei casi estremi), ma le misure contenute puntano a riformare dal profondo le regole del lavoro pubblico; agevolata, per esempio, la mobilità interna alle pubbliche amministrazioni: soluzione che dovrebbe sanare la carenza di organici nel Nord. Verrà, poi, creata un’Autorità che dovrà valutare la trasparenza e l’efficienza delle diverse amministrazioni, segnalando quelle virtuose e quelle meno.
Ovviamente contro la riforma si è schierata la Cgil. Senza considerare che ancora una volta la sua è una battaglia conservatrice e di retroguardia. Che non tiene in considerazione come soltanto una pubblica amministrazione efficiente consenta di ridurre sprechi e destinare risorse verso spese di sostegno del reddito di chi soffre realmente la crisi.

Una pubblica amministrazione-casa di vetro dunque, dove tutti i cittadini possono conoscere, tramite internet, le valutazioni sulla carriera dei pubblici funzionari; un’Authority per la trasparenza e la valutazione; un meccanismo di premi per chi lavora bene e di sanzioni che possono arrivare fino al licenziamento per i dipendenti assenteisti. Sono questi i punti qualificanti del disegno di legge–Brunetta finalizzato “all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico” (come recita il frontespizio del provvedimento meglio noto come “ddl antifannulloni”) che, con il voto del Senato, è stato convertito in legge. Ecco gli aspetti principali del provvedimento.

Trasparenza – Il disegno di legge assicura la totale accessibilità dei dati relativi ai servizi resi dalla pubblica amministrazione con la disponibilità di accedere, mediante la rete internet, a tutti i dati sui quali si basano le valutazioni sui dipendenti.

Cartellini obbligatori – Il personale a contatto con il pubblico deve indossare un cartellino identificativo ed esporre sulla scrivania una targa indicante nome e cognome.
Authority – Ha il compito di valutare gli standard e i meccanismi di premialità, non la funzione di controllare l’efficienza dei circa 3,7 milioni di dipendenti pubblici ma di valutare il buon funzionamento dei nuclei di controllo, previsti dalla legge Bassanini, che presiedono alla valutazione degli enti pubblici. Questo consentirà di vedere quali sono le amministrazioni più virtuose e quelle meno virtuose. È indipendente e sarà composta da non più di cinque persone, scelte tra persone di elevata professionalità che non abbiano interessi in conflitto con le sue funzioni.

Quattro milioni di euro per l’innovazione – Somma destinata a progetti sperimentali ed innovativi per diffondere e raccordare le metodologie della valutazione tra amministrazioni centrali e enti territoriali.

Premi – Una parte del monte salari complessivo sarà destinata a premiare coloro che conseguiranno le valutazioni migliori. È prevista una delega specifica per introdurre meccanismi per valorizzare il merito e incentivare la produttività. Per i dirigenti, è già stato stabilito almeno al 30% in più della retribuzione di base.

Sanzioni – Rimangono quelle in vigore ma sono resi cogenti gli obblighi che hanno i dirigenti di far rispettare gli standard di efficienza e di applicare le sanzioni, fino a prevedere il licenziamento nei casi più gravi. La sanzione opera da subito in attesa della sentenza della Magistratura. Una piccola rivoluzione viste le lungaggini del sistema giudiziario. Ci sono meccanismi più rigorosi sui controlli medici durante il periodo di assenza del dipendente che in caso di falso certificato rischia il licenziamento. Previsto il licenziamento per giusta causa del medico, se è pubblico dipendente, nel caso in cui rilasci un falso certificato di malattia.

Class action – È prevista l’azione collettiva nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Per il risarcimento del danno si applica la disciplina vigente.

Riforma dei contratti pubblici – Per migliorare l’efficienza della contrattazione collettiva è prevista una riforma dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni.

Permanenza dirigenti in sedi destinazione – Per almeno un quinquennio stabilisce la legge.

Mobilità agevolata – In caso di carenze di organico si possono spostare i dipendenti.

Per dirigenti stage all’estero – La durata della formazione in uno dei paesi europei non dovrà essere inferiore a 4 mesi.

Tetto di 40 anni – Il conteggio del tetto massimo di anzianità previsto di quarant’anni dovrà essere di servizio effettivo e non contributivo.

Primari ospedalieri – Sono equiparati ai primari dei policlinici universitari per il trattamento pensionistico, vanno anche loro in pensione a 70 anni.

Corte dei conti – I magistrati contabili possono svolgere controlli, su richiesta di Parlamento e governo, sull’ attività delle amministrazioni, informando il ministro se accertano irregolarità.

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  1. artan geco scrive:

    era ora.

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