24 feb, 2009
Italiani eroi del risparmio
La crisi è stata esagerata dai media. La proposta del legal standard avanza. Noi abbiamo fatto quello che potevamo nel rispetto dei conti pubblici. Dalla crisi, ancora, possono arrivare nuove opportunità. A pensarla così è il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
“I media che in parte hanno costruito questo mondo lo stanno distruggendo con un’ossessiva, parossistica, ripetitiva meccanica della comunicazione”, ha affermato il ministro. “È la prima crisi che è andata in diretta tv – con tanti che hanno titolato “crollo di Wall Street”, ma quante volte deve crollare?”, si è chiesto Tremonti. In tal senso il ministro ha sottolineato che “c’è stata un’esagerazione in tutto il mondo, non si deve far censura, ma non si deve neanche sublimare la logica – ha aggiunto – per cui le uniche notizie sono le cattive notizie”.
La crisi può fornire l’opportunità per una futura rivoluzione industriale e tecnologica, che porti ad un mondo diverso, più sviluppato. “Tutte le crisi finiscono – ha detto Tremonti – e più sono decisi gli interventi finanziari presi in Europa e negli Stati Uniti prima finisce la crisi. Possono nascere anche opportunità, l’economia, la vita, le regole, le tecniche saranno spinte verso forme nuove. Siamo sotto la spinta di una rivoluzione industriale che può portare a intense trasformazioni nell’economia e nella vita. Può emergere un mondo scientifico più sviluppato, un mondo diverso con una diversa struttura, tecnica e tecnologia. Sarà la fine del mondo che pensava di creare felicità e ricchezza con il debito. La ricchezza si crea solo con il lavoro”.
Il ministro ammette che per affrontare la crisi “all’estero hanno fatto molto di più. È vero. Con molto più deficit e più debito per salvare le banche. Ma questo non è positivo per noi perchè crea concorrenza” sul finanziamento del debito stesso. Tremonti ha osservato che “per la prima volta” lo stock del debito italiano “cresce meno di altri Paesi”. In altre parole, “al maggior debito degli altri Paesi corrisponde una maggiore concorrenza sul nostro debito”.
“A me fanno ridere quelli che dicono “fai più deficit’ – ha aggiunto Tremonti – il problema è che devi fare le aste. Abbiamo la responsabilità di gestire il debito pubblico, che è una grandezza non solo economica ma politica” e che serve per far funzionare la macchina dello Stato.
“È un po’ come l’aria, che ti accorgi quanto è importante quando ti manca”. “Abbiamo fatto la proposta di introdurre il ‘legal standard’ e questa proposta sta avanzando in tutte le sedi internazionali”. A crisi finita, a fianco dei monumenti ai caduti nelle piazze italiane dovrà essere eretto un monumento alla figura eroica delle famiglie risparmiatrici italiane”.
Il ministro dell’Economia ha infine sottolineato che “Berlusconi, parlando di nazionalizzazione delle banche, non delle nostre, ha rotto un tabù”.
