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Ora serve fiducia

Redazione

Più che una crisi “un caos tremendo”: così appare al ministro dell’Economia l’attuale situazione di crisi economica per fronteggiare la quale serve ora un’iniezione di ‘pura’ fiducia.  Questo anche se il Governo italiano continua a puntare su alcuni strumenti: innanzitutto un’iniezione di liquidità alle banche per sostenere a cascata il credito alle imprese (per domani il ministro attende l’ok di Bruxelles ai cosiddetti ‘Tremonti-bond’ ed a condizioni migliori di quelle ipotizzate inizialmente). Mentre il 2-3 marzo ci sarà un “Credit& Liquidity Day” al Tesoro per fare il punto dello stato del credito in Italia. Appuntamento che sarà ripetuto nel tempo. E la nazionalizzazione delle banche? Se ne parla a livello internazionale, taglia corto il ministro. Intanto occorre “abrogare le nuove regole di contabilità che sono suicide e sembrano scritte da Bin Laden” mentre per il delicato argomento dell’esposizione degli enti locali ai derivati Tremonti dice: “devo ancora verificare ma credo che molti Comuni ci stiano guadagnando.

Inoltre il ministro commenta l’ipotesi avanzata da Emma Marcegaglia di lasciare il Tfr alle aziende: “il problema c’è ma questa non mi sembra la risposta giusta”. “Chiamatela come volete – prosegue Tremonti – ma è un caos tremendo, non ha precedenti comparabili. Una crisi con la ‘c’ maiuscola”. Tremonti sottolinea come, al di là dei singoli interventi, l’unica ricetta che funziona oggi è quella di restituire fiducia. Anche perchè in un anno e mezzo di interventi (maggior liquidità, tassi di interesse, politiche fiscali ecc) “il sospetto è che i generali stiano affrontando la guerra con la strategia della guerra precedente”.

Quindi “non basta un sistema basato sugli interventi finanziari; è fondamentale introdurre l’elemento della fiducia” anche perchè “non c’è stimolo che possa sostituire la fiducia”. Ma “se la tv ogni minuto manda messaggi negativi nessuno aumenta la domanda. Aumentano invece gli effetti di sfiducia e paura”. E “un fattore addizionale di crisi è una comunicazione drammaticamente ansiogena”.

Tremonti non pensa ad una ‘censura preventiva’ sulla comunicazione (“non si deve fare come Ceauşescu che quando c’era freddo diceva di far vedere Bucarest da 14 a 18 gradi”), né alla censura “sugli indici di borsa” ma occorre evitare un “carico addizionale” per “ricostituire la fiducia e andare a vedere i fattori che hanno generato il caos”.  Sui Tremonti-bond il ministro aggiunge: “non c’è nessun ritardo: ormai sono in arrivo ed a condizioni che pensiamo siano migliori rispetto a quelle ipotizzate inizialmente”. Tremonti, sempre parlando del nuovo strumento che dovrebbe ricevere domani il via libera da Bruxelles, aggiunge che “non si tratta di un prestito, ma serve ad aumentare il patrimonio netto delle banche. Se aumenta questo parametro aumenta la possibilità delle banche di finanziare le imprese”.

Ma l’argomento sarà presto trattato al Tesoro: “in questi giorni stiamo ricevendo i dati”. Ci si incontrerà quindi il 2-3 marzo per “discutere gli strumenti contro il blocco del credito”. E questo primo incontro sarà seguito da ulteriori approfondimenti in futuro.

 

 

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