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La nazionalizzazione delle Banche

di Federico Mugnai

L’idea dello Stato banchiere non è nuovissima. L’aveva già avuta settantasei anni fa un altro noto personaggio politico: Benito Mussolini. Infatti il Duce, il 23 gennaio 1933 creò l’Iri per salvare la Banca Commerciale, il Credito italiano e la Banca di Roma, messe in ginocchio dall’onda lunga della crisi economica americana esplosa nel mese di Ottobre del 1929. Mussolini delegò per questo difficile compito Alberto Beneduce, un socialista (tra l’altro genero di Enrico Cuccia)

Il progetto di Beneduce, coadiuvato e controllato da Mussolini stesso e da altri noti economisti fascisti, non ebbe uguali in tutto il mondo e per anni gli studiosi di tutte le università internazionali lo hanno studiato con ammirazione. Costrinse i banchieri che avevano determinato il disastro a farsi da parte, rilevò poi attraverso l’Iri la proprietà delle banche più intossicate. Vale a dire la stessa Banca Commerciale, il Credito Italiano e la Banca di Roma (le ultime due rappresentano oggi il nocciolo duro di Unicredit). Quindi spezzò il patrimonio delle banche. Da una parte furono collocati gli sportelli e gli attivi patrimoniali mentre dall’altra i titoli tossici rappresentati dalle partecipazioni industriali. Le raggruppò sotto delle finanziarie di settore: la Finsider che si occupava di siderurgia, la Finmare per le compagnie di navigazione, etc… Al vertice della costruzione c’era l’Iri che, da una parte teneva la proprietà delle tre banche e dall’altra le finanziarie sotto le quali aveva raccolto le aziende in difficoltà.

Nel 1937, quando l’operazione di riordino venne conclusa lo Stato controllava l’80% del credito in Italia. Ma il capolavoro di Mussolini e di Beneduce fu quello di tenere fuori la politica dalla gestione delle aziende e delle banche. Infatti fu impedito ai gerarchi del Partito Nazionale Fascista di entrare nella gestione delle banche, che fu competenza di tecnici specializzati nominati direttamente da Mussolini su consiglio di Beneduce. Secondo i progetti dei due ideatori, l’Iri doveva vivere il tempo necessario al risanamento. Poi le aziende e le banche sarebbero tornate al mercato. Però l’accentuarsi delle tensioni internazionali sul finire degli anni trenta che sarebbero poi sfociate nella tragica guerra mondiale, non permisero purtroppo la realizzazione della seconda parte del progetto. Infatti l’Iri visse quasi settanta anni. Le grandi privatizzazioni di massa partirono dopo il 1990. Ora con l’idea di nazionalizzare le banche(in Germania e negli Usa e in gran Bretagna le nazionalizzazioni stanno per essere approvate dai rispettivi governi) l’orologio della finanza potrebbe tornare indietro. Infine una curiosità: il Credito Italiano fu una delle prime banche ad essere nazionalizzate e la prima delle banche Iri ad essere privatizzata. Unicredit suo gigantesco nipote, sarà la prima banca a tornare in mano allo Stato? Se così fosse, sarebbe davvero la vendetta della Storia.

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