19 feb, 2009
La Sinistra vista da Destra
Con le dimissioni da segretario di Walter Veltroni si esaurisce la prima esperienza del Pd. E’ stata come una droga, con l’euforia, con inizialmente progetti e idee solide e riformiste, con un discorso come quello del Lingotto interessante. Poi un profondo declino, la depressione, gli effetti collaterali di ogni droga. La sinistra non era abituata a cambiare d’improvviso atteggiamento, idee, modo di proporsi. Forse quella svolta sarebbe dovuta avvenire gradualmente e oggi non saremmo qui a constatare il terribile stato in cui si trova il Pd. La cosa che deve far riflettere tutti è che la sinistra che ha perso in Sardegna è la stessa identica di quella di 2 anni fa, cioè prima della nascita del Pd. Stesso atteggiamento, stesse facce, stessa confusione programmatica. Una sola differenza: 2 anni fa la sinistra era maggioranza, anche se minima, oggi è all’opposizione.
Un’opposizione confusionale e debole, dove non c’è mai stata una linea ben precisa da perseguire. Un’opposizione seria deve decidere, ad esempio, se essere con Hamas o con Israele, se con la Cgil o con gli altri sindacati, a difesa della vita o a favore dell’eugenetica e dell’eutanasia, se alle europee schierarsi con il Pse, con il Ppe o con i liberal-democratici. Ecco, il Pd non è mai apparso chiaro su nessun tema politico! Solo quando c’era da demonizzare Berlusconi la sinistra ritrovava pace e compattezza. Oramai è diventata l’ancora di salvezza per non annegare, ma anche per non costruire. Infatti concentrando tutte le forze per rendere inefficace Berlusconi si dimenticano di chiarire le loro idee, di riscoprire le loro radici e i loro valori e finiscono con il perdere in maniera pesante. Affermano che il successo di Berlusconi è dovuto al conflitto di interessi(che esiste), che Berlusconi riesce a manipolare le menti degli italiani e a creare un popolo di elettori a sua immagine e somiglianza e addirittura lo accusano di essere un dittatore (un giorno lo paragonano ad Hitler, un altro a Pinochet, quando sono più clementi a Mussolini). La sinistra così diventa puerile, irrazionale e poco intelligente. I conflitti di interessi della sinistra sono ben più vistosi e radicati rispetto a quelli di Berlusconi, ma per loro quelli sono giusti e sacrosanti. Secondo, c’è troppo livore, quasi un atteggiamento antidemocratico, nel giudicare gli elettori di destra, come stupidi, ignoranti e se intelligenti corrotti, evasori o comunque berlusconiani. Non si crede che ci siano dei valori dietro quel partito, delle radici storiche importanti, che il Pdl nonfaccia riferimento ad esigenze particolarmente sentite da parte di tutti i ceti sociali. E qui si commette un grosso errore. Dire che il Pdl è Berlusconi è troppo riduttivo. Berlusconi è stato l’uomo che lo ha forgiato, che è riuscito nell’impresa di riunire forze avverse alla sinistra, ma che prima non erano state capaci di trovare un’intesa, a parlare al cuore della gente, a rivolgersi ai giovani e agli anziani parlando loro un linguaggio semplice, ma estremamente efficace. Se la sinistra vuole fronteggiare il Pdl seriamente deve liberarsi dall’incubo di Berlusconi e iniziare a rispondere con dei valori alternativi alla destra, essere più umile e sperare che la destra fallisca. Perché l’Italia, lo affermano noti intellettuali e storici (molti di sinistra), è un paese tendenzialmente di destra. Infatti non è Berlusconi che ha tolto il potere alla sinistra! E’ la storia d’Italia che ci insegna che la sinistra socialista, comunista, post-comunista da sola non è mai riuscita ad arrivare al potere! La sinistra storica che ha governato l’Italia dal 1874 fino alla fine del XIX secolo era una sinistra liberale, non socialista.
La sinistra se vuole essere credibile e riprendere il filo del discorso del Lingotto deve soprattutto sganciarsi dalla mentalità comunista. Deve a mio avviso accentrarsi, come afferma Rutelli, recidere completamente con quel lugubre passato, con quella dannata ideologia. Troppi discorsi risentono ancora di certi residui ideologici. Quel volersi proclamarsi migliori, quel sentirsi moralmente superiori, quel richiamo alla lotta sorda sempre e comunque, caratteri che molti esponenti del Pd mostrano orgogliosamente, portano solo a cocenti sconfitte. Devono capire che il Pci oltre ad aver apportato immensi danni all’Italia, ha chiuso anche le loro menti. Il Pd apra gli occhi, guardi al partito laburista inglese o a quello democratico americano e si accorgerà di essere tremendamente in ritardo, su qualsiasi fronte, su qualsiasi tema, su qualsiasi questione. Perché è bene per l’Italia che anche gli elettori di sinistra abbiano finalmente un partito nuovo che accolga le loro richieste.

Io non mi sento un fanatico.
-…a difesa della vita o a favore dell’eugenetica e dell’eutanasia…- non sono “temi” politici; sono temi sensibili, etici.
Mi auguro che nessun partito, di nessun colore possa mai pensare di imporre “il pensiero unico” su temi che prevaricarebbero l’unicità dell’individuo e del suo pensiero.
*****
La sinistra italiana, e nel particolare il PD, ha una storia che noi non condividiamo: ma ha milioni di persone che credono nel loro progetto, forse fare un fascio di tutto e tutti può essere un errore, sempre.
Il fanatismo che coinvolge molte persone su svariati argomenti è davvero come una droga; distorce la realtà, ci fa pensare di essere onnipotenti, ma soprattutto ci fa sentire al riparo: perché altre persone pensano per noi, ci piace quello che pensano, non approfondiamo e abbassiamo la guardia sull’autonomia critica del nostro “essere”.
Aver “consigliato” , in prima persona, il perché e come, risolvere i problemi del secondo partito politico d’Italia non è forse un po’ “dottamente” troppo?
Un caro saluto
Leonora Ferrotti
-…a difesa della vita o a favore dell’eugenetica e dell’eutanasia…- non sono “temi” politici; sono temi sensibili, etici.
Mi auguro che nessun partito, di nessun colore possa mai pensare di imporre “il pensiero unico” su temi che prevaricarebbero l’unicità dell’individuo e del suo pensiero.
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La sinistra italiana, e nel particolare il PD, ha una storia che noi non condividiamo: ma ha milioni di persone che credono nel loro progetto, forse fare un fascio di tutto e tutti possa essere un errore, sempre.
Il fanatismo che coinvolge molte persone su svariati argomenti è davvero come una droga; distorce la realtà, ci fa pensare di essere onnipotenti, ma soprattutto ci fa sentire al riparo; perché altre persone pensano per noi, ci piace quello che pensano, non approfondiamo e abbassiamo la guardia sull’autonomia critica del nostro “essere”.
Aver “consigliato” , in prima persona, il perché e come risolvere i problemi del secondo partito politico d’Italia non è forse un po’ “dottamente” troppo?