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L’Europa approva l’Italia

Redazione

Il 30% dei paesi europei è sotto procedura europea d’infrazione per deficit eccessivo. L’Italia non c’è. Vale a dire che sette paesi dell’Unione europea registrano deficit pari o superiori al 3%. Per quanto riguarda l’andamento della nostra finanza pubblica, il commissario Almunia rileva che “preferiamo aspettare” prima di prendere ogni decisione.

Motivo di tale prudenza? La legge finanziaria triennale. Con la manovra, il governo ha “disegnato” un profilo di finanza pubblica pienamente in linea con il contenuto e la filosofia del Patto di Stabilità.

L’atteggiamento di Almunia, quindi, non è benevolenza nei confronti del governo italiano (lui, socialista spagnolo, ha messo sotto procedura per deficit eccessivo la socialista Spagna; da notare che il ministro dell’Economia di Madrid, Solbes, l’aveva preceduto nella poltrona di commissario Ue per gli Affari economici). Ma solo di rispetto per le scelte fatte dal governo.

Il meccanismo procedurale che precede la scelta di mettere sotto osservazione i conti pubblici di uno Stato Ue prevede che venga considerato non solo il deficit nominale; ma anche il dato depurato dagli effetti negativi prodotti dalla crisi in corso. Ebbene, se al dato complessivo italiano si eliminano le scorie determinate dalla crisi, il dato del nostro disavanzo scende sotto il 3%; da qui, la cautela di Almunia.

Identica cautela, il commissario non l’ha mostrata per Francia, Irlanda, Grecia, Lettonia, Malta ed – appunto – la Spagna; per non parlare del fatto che nel mirino di Bruxelles è già entrata da tempo la Gran Bretagna.

Le condizioni di finanza pubblica di questi paesi sono quindi ben più gravi di quelle italiane; ma, più in generale, sono le condizioni delle diverse economie a versare in stati peggiori dell’Italia.

Con buona pace di quanti hanno sempre criticato le scelte di politica economica del governo.

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