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Per fronteggiare la crisi: politiche sociali e liberali

di Federico Mugnai

Mentre c’è chi va in piazza con un gruppetto di fanatici e minaccia “scioperi su scioperi” e chi espone gli ormai famosi “sette punti” ed invece chi finalmente risponde con i fatti concreti alle deviazioni e alle bugie provenienti da sinistra. Le proposte di Epifani, così come quelle di Veltroni sono improponibili. Leggendo i sette punti del Pd, si ha l’impressione che non abbiamo capito che non si può immettere capitali a valanga sul mercato senza raziocinio, perché se è vero che in quel modo si riesce a proteggere maggiormente i lavoratori disoccupati è anche vero che seguendo quella strada si rischia la bancarotta dello Stato e quindi un collasso ben più grave. Intanto mentre da sinistra chiacchierano, sono stati stanziati dal Governo 8 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali.

Una cifra considerevole, che sosterrà il reddito dei cassaintegrati. Se da una parte si ricorre, giustamente, ai fondi statali, dall’altra il Governo dovrà continuare a tagliare gli sprechi.. La riforma della Giustizia che sarà presto approvata dal Consiglio dei Ministri è una delle prime tappe fondamentali per diminuire i costi della Giustizia, fare in modo che i processi siano più veloci ed efficienti ed infine separare le carriere giuridiche. Oltre a questa fondamentale riforma servirà altro. Bisogna iniziare ad abolire le comunità montane e i vari enti inutili, diminuire il numero di dipendenti statali (assumendo meno personale rispetto a quello che va in pensione), equiparare l’età pensionabile delle donne con quella degli uomini, togliere i privilegi fiscali alle Cooperative rosse, che grazie a questo ingiusto vantaggio raggiungono ogni anno fatturati spropositati e infine diminuire drasticamente la spesa della politica, abolendo gli esosi privilegi dei Parlamentari. La forbice è utilissima, perché tagliare dove si annida l’accumulazione parassitaria di denaro è un atto di sacra giustizia verso il popolo. Parallelamente ai tagli serve una politica seria che investa sul sociale. Oltre agli ammortizzatori, tra le varie iniziative sociali quella che merita amplia riflessione per una sollecita attuazione è il quoziente familiare, che rappresenta la più alta forma di giustizia.
In un momento di crisi lo Stato deve richiamare i cittadini e in special modo i lavoratori all’ordine, alla collaborazione, alla concordia e all’armonia tra le varie classi concorrenti alla produzione, invece di creare attriti, inneggiare alla idiota e deleteria lotta di classe e agli scioperi che in questo particolare momento sono atti inutili, controproducenti e irresponsabili.
Noi auspichiamo un’Italia dove la burocrazia e la sua immensa rete vengano smantellate, quindi non uno Stato mangione ed improduttivo ma altresì snello ed allo stesso tempo forte ed efficiente e in conseguenza di ciò la realizzazione di tutte quelle politiche sociali che infondono nei cittadini quella serenità d’animo e quel senso di fiducia verso le istituzioni, fondamentali per la realizzazione di una nazione più solidale e giusta.

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2 commenti

  1. Antonino Armao scrive:

    Un ringraziamento a quanti hanno capito che cosa stiamo facendo e ci sostengono. Il sito è al servizio di tutti. Mandateci i vostri interventi. Saranno pubblicati.
    Antonino.

  2. luciani luciano scrive:

    I miei sinceri complimenti per l’attuazione del sito.
    Finalmente fatti e non solo discorsi.
    Arezzo ha finalmente un sito che sarà utilissimo per essere informati su aspetti. spero anche riferiti ai problemi cittadini, che romperà il monopolio d’informazione che sino ad oggi era solo di sinistra e non sempre in buona fede
    Un sicero in bocca al lupo, ad Armao e alla Sua redazione che meritano i nostri ringraziamenti.

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