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Le misure del Governo contro la crisi

di Antonino Armao

Rilanciare i consumi

Il Governo ha varato un pacchetto del valore di circa 2 miliardi di euro per dare sostegno ai settori industriali in crisi e rilanciare i consumi. A cominciare dal settore auto con una serie di incentivi che permetteranno di rinnovare il parco degli autoveicoli e agevolare gli acquisti di elettrodomestici e mobili. A partire da subito si potrà beneficiare del bonus che va dai 500 euro per i motorini fino ad un massimo di 6.000 euro per i veicoli commerciali ecologici legati alla rottamazione di un vecchio mezzo. Il bonus base per le auto è fissato a 1.500 euro mentre per l’acquisto di elettrodomestici e mobili da parte di chi ristruttura casa si potrà usufruire di uno sconto Irpef fino ad un massimo di 2.000 euro. Le auto ecologiche legate alla rottamazione di un vecchio mezzo danno diritto a un bonus di 5.000 euro mentre i veicoli commerciali senza rottamazione a un bonus di 4.000 euro. Il parco circolante potenziale a cui si rivolgono gli incentivi contenuti nel decreto legge è pari a circa 15 milioni di auto.

 Favorire la rottamazione

Il decreto varato dal Governo per rilanciare i settori in industriali in crisi vale circa 2 miliardi di euro. Per il solo 2009 il valore complessivo delle misure ammonta a 1,2 miliardi e sarà compensato per oltre la metà da maggiori entrate fiscali derivanti dall’incremento del gettito Iva e dagli effetti indiretti sull’indotto.

 Auto. Arriva il bonus rottamazione di 1.500 euro per l’acquisto di veicoli ecologici Euro 4 o 5 a basse emissioni a fronte di auto immatricolate fino al 31 dicembre 1999. Il bonus rottamazione può arrivare a 5.000 euro se si acquista un veicolo ‘verde’ alimentato a metano, elettricità, idrogeno sempre a basse emissioni e contemporaneamente si rottama un veicolo vecchio. Aumenta poi il contributo da 350 a 500 (per il Gpl) e da 500 a 600 euro (per il metano) per chi vuole trasformare la propria auto da motori a benzine verso alimentazioni ecologiche.

Moto. Incentivo di 500 euro per l’acquisto di un motociclo nuovo di categoria Euro3 (fino a 400 centimetri cubici di cilindrata) con contestuale rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore di categoria euro 0 oppure euro 1.

Veicoli commerciali leggeri. Per la rottamazione di veicoli euro 0, 1 e 2 e immatricolati entro la fine del 1999 è previsto un bonus di 2.500 euro, mentre gli incentivi arrivano a 4000 euro per l’acquisto (senza rottamazione) dei veicoli nuovi a metano, Gpl o idrogeno. Il bonus può arrivare a 6.500 euro se si cumula l’incentivo con la rottamazione.

Elettrodomestici e mobili. Per chi ristruttura casa e cambia il mobilio o acquista elettrodomestici nuovi (frigo e lavatrici) arriva un bonus fiscale che può arrivare fino a 2.000 euro. In pratica il Dl introduce una detrazione Irpef del 20% per chi acquista elettrodomestici o mobili ed ha effettuato lavori di ristrutturazione dell’immobile. La spesa complessiva su cui si potrà calcolare il bonus fiscale è fissata in 10.000 euro. 

Mezzi pubblici. Arriva un finanziamento straordinario di 55 milioni di euro per i contributi all’installazione dei dispositivi di abbattimento delle emissioni di particolato dei gas di scarico.

Immobili. L’imposta sostitutiva per la rivalutazione degli immobili (prevista dal dl numero 185 del 2008) viene ridotta di oltre la metà. Il decreto prevede infatti che l’aliquota del 7% prevista per gli immobili ammortizzabili scenda al 3%, mentre quella del 4% relativa agli immobili non ammortizzabili scende all’1,5% .

Piccole e medie imprese. In arrivo 450 milioni di euro destinati a rimpinguare il fondo nazionale di garanzia per le Pmi.

Contrastare il lavoro nero

Ristrutturi casa? Il 36% lo paga lo Stato. Compri un mobile, un divano, un frigorifero, una lavatrice? Il 20% non lo paghi. Questi, in estrema sintesi, gli effetti delle misure contenute nel decreto varato venerdì dal consiglio dei ministri. Interventi che dovrebbero interessare una platea di mezzo milione di famiglie, vale a dire, circa un milione e mezzo di persone.

Fin qui, i benefici diretti. La misura, però, a ben vedere ha un valore “morale” che supera i suoi effetti positivi sui bilanci familiari. Con interventi di questo tipo il governo punta anche a far emergere quella consistente “fetta” di lavoro nero (e di ricchezza occulta) che si cela dietro le ristrutturazioni edilizie. Introducendo misure così vantaggiose, il governo tende a far diventare “meno conveniente” interventi di ristrutturazione domestica affidati a ditte che non si dichiarano al fisco.

D’ora in avanti, le famiglie dovranno fare bene i conti prima di non ricorrere ai benefici previsti dal decreto. Infatti, gli sconti fiscali su mobilio ed elettrodomestici saranno concessi soltanto se l’acquisto è collegato a ristrutturazioni edilizie che hanno beneficiato del bonus fiscale del 36%.

Facciamo un esempio specifico. Attualmente acquistare gli elettrodomestici di una cucina costa in media 1800 euro. Con le misure del governo, si ottiene uno sconto fiscale di quasi 400 euro.

Si tratta di calcoli approssimativi, ma che rendono l’idea del beneficio; e, specularmente, “peseranno” sulla scelta di una famiglia se ristrutturare la casa “in nero”, od utilizzare le misure del governo e chiedere ricevuta alla ditta di costruzioni.

Un modo trasparente per far emergere lavoro nero, e costringere le stesse aziende a regolarizzare i lavoratori che utilizzano nel settore.

Ecco, quindi, come una misura a sostegno al reddito delle famiglie finisce per avere effetti positivi sull’intera economia, ed eliminare quelle forme distorsive della concorrenza determinate dal vantaggio fiscale di chi opera alle spalle del Fisco.

 

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