31 gen, 2009
Innovazione e nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione
Antonino Armao – IL BUONGOVERNO nel PdL – Coordinamento provinciale di Forza Italia verso il PdL
Carla Fabbrini – UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI – Delegazione di Arezzo
Mentre ad Arezzo si consuma la battaglia elettorale tra i DS per decidere i destini della Provincia e con essi quelli dell’umanità, il Senato ha definitivamente approvato con voto bipartisan il Ddl Brunetta di riforma della Pubblica Amministrazione “Disegno di legge recante delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico.
Uno dei fattori principali del nostro ritardo rispetto ai principali paesi europei è costituito dalla PA. Per questo il governo di centrodestra ha deciso di intervenire con una riforma profonda che vuol fare della PA una struttura interamente digitalizzata con costi fortemente ridotti e grandi vantaggi per tutti: famiglie e imprese.
La burocrazia italiana costa ad ogni cittadino italiano 4500 euro contro i 3300 in media degli altri paesi europei. Con le riforme in corso in parte già avviate, potremmo scendere al livello di costo di paesi come la Germania.
Dei passi sono stati già compiuti avendo approvate 2 leggi importanti come la n. 133 del 6 agosto 2008 che ha soppresso tutti gli Enti inutili con meno di 50 dipendenti e ha ridotto drasticamente le consulenze e poi la legge delega finalizzata all’utilizzazione della produttività del lavoro pubblico che ha designato in 34 punti una completa riforma della pubblica amministrazione.
Con l’approvazione del Ddl di riforma della PA e il piano E-gov 2012 si dà il via ad una seconda fase, in piena sintonia con gli obiettivi strategici europei del piano di Lisbona. Un piano che fa leva soprattutto sul codice dell’amministrazione digitale.
L’obiettivo quello di allineare l’Italia alle migliori performance europee nell’uso delle tecnologie internet e digitali e dare anche per questa via, un contributo e una spinta al superamento della crisi economica.
Oggi in Italia, purtroppo soltanto il 17% delle famiglie usa internet su una media europea del 32% e sale al 40% nei paesi più avanzati, Francia e Germania e soprattutto il nord Europa.
La nostra PA con 3 milioni e 600 mila dipendenti e 192 miliardi di euro di massa retributiva, incide sull’economia nazionale esattamente come l’industria manifatturiera. I due settori sono pari al 17% del PIL . Inoltre la PA soffre di una bassa produttività e di una elevata inefficienza. Due fattori che rallentano la dinamica produttiva dell’intero sistema economico nazionale.
Se nei prossimi anni la PA aumentasse la propria produttività di un punto all’anno, l’Italia potrebbe ridurre fino ad azzerare i divari di crescita con gli altri grandi paesi grandi europei.
La commissione europea ha stimato che per l’Italia i costi amministrativi sulle imprese sono pari al 4,6 % del PIL quindi se noi ipotizziamo una riduzione del 25% di questi costi, che è una riduzione del tutto realistica, avremo un risparmio di 75 miliardi di euro. Questo è un risultato che non si può raggiungere dall’oggi al domani ma il processo è già iniziato con la legge 133 taglia oneri, ovvero gli oneri burocratici più costosi.
Vediamone qualche esempio.
La spesa burocratica più costosa per le PMI è quella per la tenuta del libro paga che costa all’industria circa 6 miliardi di euro l’anno. Con la legge già approvata ci dovrebbe essere già un risparmio di 3,3 miliardi all’anno pari al 56%. Ora sommando i vari risparmi che saranno possibili con l’applicazione di questa legge, le PMI avranno una minore spesa di 4 miliardi su un onere complessivo che è adesso di 6,9 miliardi l’anno.
Grazie al protocollo d’intesa del 22 dicembre 2008 con il Consiglio Nazionale del Notariato, è già possibile ottenere in ben 5000 studi, l’erogazione di servizi anagrafici altamente specializzati, come ad esempio le visure catastali che ora sono gratuite e rapide.
Con il programma “Reti amiche” i punti di accesso del cittadino ai servizi della pubblica amministrazione sono stati moltiplicati. Grazie alle reti esistenti nelle rivendite di tabacchi e alle poste abbiamo 25mila punti di accesso in più ai servizi pubblici che saliranno già entro il 2009 a 100mila e senza costi per nessuno, né per lo Stato né per i contribuenti.
Entro il 2012 assisteremo al processo graduale di informatizzazione che consentirà l’abolizione totale della carta nella PA. Ogni pratica quindi sarà digitalizzata con l’eliminazione delle code agli sportelli e la possibilità di fare tutto anche da casa con il proprio personal computer.
I settori su cui sono già stati fatti i principali interventi.
Scuola e l’università. Su 1100 scuole e università sono già stati attivati interventi di informatizzazione. Entro il 2012 su tutte le scuole dello Stato. A ciascuna scuola è stato già fornito l’accesso alla piattaforma per la didattica digitale “innovascuola” ed assegnati 10mila euro per l’acquisto dei contenuti digitali.”
L’obiettivo del progetto è la semplificazione delle comunicazioni scuola-famiglia attraverso la disponibilità in rete dei principali documenti prodotti dalle scuole, domande di iscrizione, prenotazione colloqui, comunicazioni , pagelle elettroniche e registro elettronico, possibilità di utilizzare diversi canali di comunicazione, internet, e-mail- sms. Tutto questo riguarda 10.700 scuole 42.000 Sedi, 370mila classi, 7,2milioni di studenti e 3milioni di insegnanti. Nel 2012 tutte le scuole italiane saranno dotate di aule informatizzate con lavagne digitali interattive e pc.
Giustizia. Nel processo civile, l’invio delle comunicazioni e delle notifiche per via telematica dagli uffici giudiziari agli avvocati e gli ausiliari del giudice. La notificazione telematica è una premessa indispensabile per l’abbreviazione dei tempi dei processi in quanto permette la costituzione del fascicolo elettronico dei giudici e l’archiviazione e la consultazione informatica della documentazione.
E’ previsto anche il rilascio telematico dei certificati giudiziari, come ad esempio quello del casellario giudiziario e il certificato relativo ai carichi pendenti attraverso gli sportelli di altre pubbliche amministrazioni sul territorio e all’estero. Il solo casellario che oggi è rilasciato in forma cartacea e annualmente in oltre un milione di copie, non sarà più cartaceo, non saranno più richieste personalmente e manualmente ma per via elettronica. Il progetto inoltre permetterà l’accesso diretto in rete ai dati del casellario giudiziario alle pubbliche amministrazioni e agli Enti pubblici.
Il 90% dei problemi della giustizia italiana che è un comparto fondamentale per la vita di tutti i cittadini, è dovuto a scarsa efficienza e di organizzazione. L’introduzione dell’ ICT, di internet e della forme elettroniche di comunicazione risolverà molti problemi.
Il piano prevede l’agevolazione dell’attività della procure nella fase delle indagini e pre-dibattimentale del processo penale consentendo la trasmissione telematica alle procure stesse delle notizie di reato da parte delle forze di polizia giudiziaria, con l’alimentazione automatica del registro delle notizie di reato e la costituzione del fascicolo elettronico del PM e del giudice delle indagini preliminari (nel rispetto e nella riservatezza della privacy e delle singole competenze).
Salute. Alcune sperimentazioni del passato fatte in 3 province del Lazio hanno dimostrato che con la sola prescrizione elettronica delle ricette e la semplificazione dei relativi controlli si è potuto ottenere la riduzione della spesa sanitaria del 10-30%.
Considerando che in Italia si spendono tra i 15 e i 20 miliardi di euro per prescrizioni in termini di medicine, potremmo prevedere una riduzione dei costi e degli sprechi dal 10 al 30% ovvero fino a 6 miliardi di euro all’anno. Sarà inoltre introdotto il fascicolo elettronico individuale nonché il certificato elettronico di malattia sia per il settore privato che per il settore pubblico.
Sicurezza e libertà. Già dal 2009, carta d’identità e passaporto elettronico; Anagrafe unitaria con sistema catastale degli immobili.
Dematerializzazione: che vuol dire eliminazione della carta. La provincia di Verona ha già autonomamente realizzato un progetto di dematerializzazione e ha stimato un risparmio in 3 anni di 500 milioni di euro. Facendo una proiezione per tutte le province, per tutti i comuni, per tutte le regioni e infine per lo stato si può intuire cosa può comportare in termini di efficienza e risparmio l’eliminazione della carta. Una stima in termini volumetrici dell’equivalente quadruplo del duomo di Arezzo.
Tutto questo si traduce in minori costi per le famiglie, minori costi per le imprese, minori costi per la Pubblica amministrazione.
L’impegno finanziario per realizzare l’E-gov è stimato in un miliardo e 400mila euro che se si fanno due conti costi e benefici non è una cifra enorme.
I cittadini però devono sapere che l’ostacolo maggiore al completamento del piano è rappresentato dai vicoli e dalle complicazioni poste da burocrazie gelose.