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MARCEGAGLIA: SERVE WELFARE E CONTRATTO PRO-GIOVANI

ANSA – 2009-01-30 21:18 di Corrado Chiominto

ROMA – Bisogna fare ‘’spazio ai giovani”. Cambiare cosi’ un welfare che spende tutto in pensioni, un sistema scolastico che non sa premiare le eccellenze, un mercato del lavoro che non tiene conto della meritocrazia: dove gli anziani sono inamovibili e i giovani precari. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, assieme a un nutrito drappello di banchieri (Profumo di Unicredit e Passera di IntesaSanPaolo) e imprenditori (Galateri di Telecom, Moretti Polegato di Geox, James Murdoch di Sky Italia, Robert Polet di Gucci) lancia da Davos un appello. L’Italia penalizza le sue giovani generazioni e in questo modo distrugge il suo futuro. Allora ”bisogna sfruttare la crisi per riconvertire il sistema e dare piu’ potere ai giovani”. I nodi da affrontare sono tanti, ma due appaiono piu’ vistosi. Il primo e’ nel mondo del lavoro dove – per dirla con le parole di Marcegaglia – c’e’ un forte divario tra ”i lavoratori anziani di fatto stabili e inamovibili, e i giovani che invece sono precari”. Lo dice anche l’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. 

”Bisogna ripensare anche il sistema delle carriere, per fare spazio ai giovani e, nel contempo, utilizzare le capacita’ degli anziani in altre mansioni”, spiega, e aggiunge di esser pronto a dare l’esempio, ricordando che aveva gia’ detto che sarebbe andato in pensione a 60anni. ”Anche prima”, afferma ora ridendo. Per risolvere questo divario, la soluzione potrebbe arrivare da un contratto unico anti-gap, ”anti-disparita”, che unisca giovani e anziani. Su questo – ricorda Marcegaglia – anche il Partito Democratico sta lavorando.

 ”Il nodo si affronta non con licenziamenti piu’ facili – mette in chiaro la ‘numero uno’ degli industriali italiani – ma studiando un contratto unico che preveda inizialmente meno tutele e poi progressivamente un loro aumento, evitando cosi’ l’attuale segmentazione troppo netta tra anziani e giovani”. 

Lo dice anche Passera, criticando l’attuale sistema di carriera, che ”dalla pubblica amministrazione alla giustizia, e’ basato sull’anzianita”’. La parola chiave, piu’ volta richiamata da Marcegaglia, e’ ”meritocrazia”. Ma non serve solo questo. ”Bisogna migliorare il contesto per i giovani: da sempre loro sanno trovare la loro strada e superare i vecchi – sostiene Passera – Ma noi abbiamo la responsabilita’ di creare le basi per dare loro maggiore spazio”. Un processo – spiega il numero uno di Gucci, Robert Polet – che passa anche attraverso le mamme: ”In Italia tra mamme e nonne tengono a casa i figli fino a 33 anni, mentre all’estero vengono buttati fuori da casa a 18 anni”. Sul tappeto c’e’ anche il tema del welfare, che in Italia non puo’ che essere declinato con la parola pensioni. Il sistema – affermano tutti i protagonisti – ”va ripensato”. 

”E’ tutto spostato sugli anziani”, dice Passera, e aggiunge che non favorisce la mobilita’ sociale, ad esempio sostenendo i giovani studenti. Lo ribadisce in modo piu’ deciso Marcegaglia. ”’Abbiamo un sistema di welfare che passa tutto per le pensioni, agli anziani – spiega – senza dare un euro per i sussidi di disoccupazione per i giovani e per le donne che hanno figli. Tutto il welfare e’ pensato per un sistema di lavoro indeterminato, maschile, per aziende che non cambiano mai”. Porta la sua esperienza anche James Murdoch, giovane presidente europeo di News Corporation. Parla di Sky Italia che ”in 4 anni ha creato 10 mila posti” con i forti investimenti (1,5 miliardo e mezzo negli ultimi 5 anni) ”nonostante si lavori in un contesto avverso”. Non parla espressamente della Sky Tax prevista dal decreto anti-crisi ma mette tra i punti da superare anche ”la imprevedibilita’ del sistema fiscale italiano”. La sua Tv, racconta, ha comunque puntato sui giovani talenti italiani. Ma – se si vuole davvero aprire ai giovani – l’Italia deve muoversi e, ora, con la crisi si trova davanti ”ad un crocevia”: deve fare attenzione a non sbagliare la strada.

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