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Lettera immaginaria di Giorgio Almirante a Gianfranco Fini

«E’ molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri»

Ezra Pound

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caro Gianfranco,

se rompo il silenzio nel quale sono rimasto per 20 anni è perché sono accadute cose su cui non posso più tacere.

La svolta di Fiuggi del 1995 fu un grande passo in avanti, uno spiraglio verso il futuro, che permise ai nostri di uscire dal ghetto e dalla palude di epoche trapassate. 

Il Movimento Sociale è stato il partito che ha portato avanti valori e idee conservatrici e reazionarie dando voce ai vinti della guerra civile del 1943-1945. Con il crollo del muro di Berlino e la fine del comunismo, era auspicabile anche la fine del neofascismo.

Si Gianfranco, perché anche tu eri un neofascista, anche di quelli più convinti, avevi il saluto romano a portata di mano, davi giudizi storici (facendoli passare per politici) esaltanti su quel periodo.

 

A “Dio, Patria, Famiglia” non è stato sostituito niente, ma si è rimasti nel vago, danzando da una sponda all’altra, a seconda delle esigenze, senza logiche, ma guardando solo ai propri interessi.

Spiegami allora qual è stata la ragione storica di un partito come Alleanza Nazionale che poi un bel giorno (all’incirca nel 2000) ha iniziato a rigettare tutti gli ideali per i quale aveva combattuto e nei quali credevano milioni di italiani se poi non li abbiamo sostituiti con nient’altro? Ti ricordi il motto del Msi: “Non rinnegare, non restaurare”? 

Così AN è stato a fasi alterne un partito conservatore, cattolico, tradizionalista, nazionalista, ma anche a volte progressista, laico, radical e liberal.

Alleanza Nazionale è stata tutto e niente, un grande progetto naufragato, una creatura nata sana e bella, poi morta di asfissia per mancanza di idee. Tu hai affermato che il “fascismo è il male assoluto”, che “la destra si deve riconoscere nei valori dell’antifascismo”.  Ma una destra vera, Gianfranco, libera, moderna e democratica reputa morto il fascismo insieme all’antifascismo, oramai improponibili entrambe sul piano politico, e non accetta subalternità ideologiche verso la sinistra, non sta in ginocchio con il cappello in mano a ripetere quel che gli ripetono per farsi accettare nei club. 

Dovevamo uscire, Gianfranco, dai vecchi schemi ideologici e classisti destinati ad attualizzare solo e comunque epoche storiche passate. La guerra civile doveva finire e la pace nazionale doveva fiorire! Doveva solo prevalere il senso di concordia nazionale e di coraggio che abbiamo portato avanti insieme, prima di lasciare il testimone a te. Questa era la missione del nostro Partito. 

Invece abbiamo trascinato in una logica cinica e nichilista un’intera area, una cultura, milioni di elettori per raccattare qualche caramella dai media e da qualche salotto buono. 

Ma la cosa che più sorprende è il silenzio dei tuoi dirigenti, forse indaffarati ed anche impreparati a rifondare il partito, forse confusi o imbarazzati o forse troppo deboli per costruire qualcosa di nuovo.

E intanto sei il Presidente della Camera dei Deputati. Ne dovremmo essere storicamente orgogliosi. Dovrebbe essere una delle nostre più belle, faticose e meritate vittorie. 

Invece hai iniziato con l’aria strafottente e un pò presuntuosa che ti caratterizza a saltare di fior in fiore, su questo e su quello senza una strategia, senza un pensiero-guida. Fai ora di mestiere il moralizzatore, a volte anche il radical-chic per piacere a tutti e a nessuno. 

Nel Pdl le facce sono tetre verso di te. Mentre l’opposizione ti coccola con quella ammirevole compassione che nasconde disprezzo. Sei intervenuto su un emendamento della Lega (sui permessi di soggiorno) dando un giudizio severo, da vero catto-comunista. Poi con aria torva hai criticato il Governo per aver richiesto la fiducia. Forse ti piaceva fare spezzatino delle politiche del Governo in un Parlamento pletorico e magnone, mentre la crisi prende per il collo milioni di famiglie. 

E non dire di essere super-partes! Sei stato un gran partigiano! A chi piace la politica del parecchio, la politica che fu di Giolitti, consacri questa menzogna. Chi crede invece che non si può far terra bruciata, non si può ridurre un partito ad un insieme di baionette, non si può fare il piacione con la sinistra dopo essere stato un vero uomo di destra per lungo tempo, ti ammonisca Gianfranco, e ti illumini.

All’annuncio del Pdl arringavi il nascituro movimento politico affinché al suo interno vi fosse democrazia e non dominasse il cesarismo. Hai avuto una bella  faccia tosta Gianfranco, perchè vedi, se c’è stato un partito veramente cesarèo, questo è stato AN. Come non ricordare quando affermavi che era inutile fare congressi in AN, perchè l’unico leader possibile eri tu? 

E allora mio caro Delfino, che cosa resta oggi di AN?
Forse un partito con un leader estraneo alla destra, a qualunque forma di destra, insofferente verso la sua stessa creatura, il suo passato. Forse un leader single della politica in attesa di collocazione e ruolo. 

Ti ho insegnato ad amare il Parlamento e a proteggerlo, anche quando muoveva contro di noi le più torbide e false accuse. Ricordati Gianfranco di rispettare le istituzioni, ma anche di metterle in discussione quando è il momento, per promuoverle e per adattarle alle esigenze del popolo italiano. 

Gianfranco ti prego, ritorna a promuovere la nostra cultura e i nostri valori, che sono eterni e non ti fare attrarre da illusorie conquiste personali. 

Ricordati che noi gente di destra, solo perché anticomunisti, abbiamo dovuto combattere aspramente per essere accettati, per esseri liberi di esprimere le nostre idee. Proprio perché consideravamo il comunismo il male assoluto, abbiamo dovuto sudare per meritarci il rispetto, abbiamo fatto mille sacrifici e sofferto mille ingiustizie per affermarci, perché in molti ci guardavano con sospetto, ci diffamavano e ci perseguitavano. 

Gianfranco rifletti! A destra del PdL ci sono solo residui di facinorosi che vivono in altre epoche: ci sono sempre stati anche in tempi remoti e sono i nemici e i falsari della vera destra. A sinistra invece c’è solo attaccamento nostalgico ad un passato di guerra e di contrapposizione.

Il PdL è la nostra unica speranza. Là possiamo affondare le nostre radici e coltivare il nostro futuro. Solo nel PdL possiamo sperare di vedere realizzati i nostri valori ed i nostri ideali di giustizia sociale: la centralità del lavoro, la tradizione, la garanzia della proprietà privata e della sua funzione sociale, la sussidiarietà nell’economia e nei servizi pubblici, la salute pubblica, la giusta compartecipazione dei lavoratori agli utili dell’azienda, il diritto alla casa, l’effettiva unità sindacale, le giuste politiche salariali.

Ragiona Gianfranco e apri le porte del tuo cuore, ascolta la voce della nostra gente, della nostra storia, del nostro lungo cammino. E’ una storia di passione, di lacrime e di gioia che vuole vivere. E se te lo dico da morto, Gianfranco, mi puoi credere.

Un caloroso abbraccio. 

Italia, Patria nostra, 16 gennaio 2009.

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4 commenti

  1. fabio scrive:

    Questa lettera è un falso per il semplice motivo che non corrisponde affatto al pensiero di giorgio almirante. vi ricordo che durante una seduta palramentare il grande almirante affermò: “noi siamo buoni cattolici, ottimi osservatori della legge italiana ed obbediamo ad essa ma del nostro essere fascisti ne siamo fieri e orgogliosamente gelosi”. Quindi proprio Almirante non avrebbe mai accettato il pdl come partito ne tantomeno avrebbe accettato una ideologia ad una unica direzione e personale! Oggi sia il centrodestra e la stessa destra di storace sia il centrosinistra perseguono questa ideologia mentre Almirante avrebbe perseguito un ideale sociale a favore del popolo e si sarebbe battuto per la compartecipazione sociale dei lavoratori nelle imprese per le quali lavorano proprio per fronteggiare la crisi ed in più si sarebbe battuto per dare precedenza assoluta agli italiani opponendosi modo forte e caparbio alla federazione delle banche private che oggi conosciamo come comunità europea. NOBIS…. ONORE E MERITO AL CAMERATA GIORGIO

  2. Antonino Armao scrive:

    Fabio, ma siamo sicuri che la politica è una roba per fini intellettuali?
    Don Sturzo diceva che la politica, come tutti i lavori pesanti, sporca le mani.

  3. Fabio Massimo Fabrizio scrive:

    Bravo Lorenzo, Fini è l’autorevole mosca bianca, laica e liberale, in un partito contornato da tristi yes-men della più onorata vetero-democristiana memoria.

    Il problema è che mentre i colonnelli si fingono liberali, ma non lo sono al punto da attaccare senza vergogna i poteri dello Stato e da consentire norme liberticide, Fini è invece uno dei pochi ancora a credere che l’unico modo per salvare l’Italia è affrontare di petto la situazione come fece la Thatcher in Inghilterra in sole due legislature: cosa che, con l’attuale PdL, da noi in Italia di legislature ce ne vorranno venti.

    Ti dirò una cosa, Lorenzo: ce ne fossero nel PdL di uomini di stato come Fini, capace di pensionare quell’ortodossia almirantiana che rende AN così distante da ogni assunto liberale.

    D’altronde, che ti aspetti da un partito che ha dato responsabilità proprio a uomini della pochezza intellettuale di un Larussa e Gasparri, laddove invece AN abbonda di fini menti pensanti?

  4. lorenzo scrive:

    voglio solo dire attraverso questo messaggio che le persone cambiano, i cambiamenti sono all’ordine del giorno nella società come in ognuno di noi,e cambiare non significa per forza rinnegare il passato e quello che si è fatto ma significa soprattutto guardare indietro con occhi diversi con esperienze di vita nuove e con giudizi a volte anche più severi.Gianfranco Fini sempre secondo me sfida ogni giorno la sua storia e il suo passato mettendosi per primo in discussione e questa è una cosa di un’onesta intellettuale immensa e solo lui io vedo come futuro premier come quell’uomo di responsabilità che possa succedere a berlusconi,io sarò sempre con Gianfranco Fini, fin quando al passo coi tempi detterà idee nuove e assumerà la posizione di leader che solo lui può ricoprire…ed è solo perchè c’è ancora lui e questa nuova tendenza di cambiamento che An tutt’oggi rimane ancora il secondo partito italiano….

    Lorenzo

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