15 gen, 2009
Salviamo i bambini di Gaza
Mentre ad Arezzo qualcuno propone di gemellare Arezzo con la città di Gaza governata da Hamas, è bene ricordare che cosa succede veramente ai bambini di quella terra martoriata, a parte i bombardamenti di Israele.
Queste sono alcune delle poesie jihadiste propagate negli anni scorsi dalla televisione palestinese. “Madre amatissima, sii felice del mio sangue”, “Quanto è dolce la shahada, com’è dolce il profumo del martirio, vado senza lacrime, senza paura, seguitemi”, “Con la tua morte hai portato vita alla nostra volontà”, “Con gioia morirò da martire”, “Milioni di Shahids in marcia per Gerusalemme”, “Porterò la mia anima sul palmo della mano e la getterò nell’abisso della distruzione”.
Hamas ha sviluppato una pedagogia dell’annientamento ebraico, dove i figli di Israele sono ritratti come “cani” da abbattere con il martirio.
Questa sanguinaria propaganda che spinge i bambini a immolarsi contro Israele, si è recentemente incarnata in due programmi di grande successo: il topo Farfur e l’ape Nahal. I terroristi che fanno strage di israeliani devono essere indicati come eroi e modelli per la società, e questa è la seconda componente dell’opera di creazione di terroristi suicidi fatta dall’Autorità palestinese. Nella società palestinese non sembrano esistere eroi e modelli più grandi dei terroristi suicidi. Campi estivi per bambini vengono intitolati a Wafa Idris e Ayyat Al Achras, terroriste suicide.
Eventi sportivi vengono normalmente intitolati a terroristi suicidi, come quel campionato di calcio per quattordicenni cui è stato dato il nome di un terrorista che quattro anni fa massacrò 31 israeliani nell’attentato di Pasqua al Park Hotel di Netanya.
Recentemente il ministero della Cultura dell’Autorità Palestinese ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata a Hanadi Jaradat, la terrorista che fece strage di 21 israeliani, ebrei e arabi, in un ristorante di Haifa.
Il mufti di Gerusalemme nominato dall’Autorità Palestinese, Ikram Sabri, ebbe a dire che “più giovane è il martire, più viene ammirato, ed è per questo che le madri gridano di gioia alla notizia della sua morte. Il martire è invidiato perché gli angeli in cielo lo accompagnano alle sue nozze”. Hamas negli anni scorsi aveva dedicato una canzone, accompagnata da un video, a Wafa Idris, che fece strage nel centro di Gerusalemme, la prima donna kamikaze: “Sorella mia Wafa, battito del cuore orgoglioso, bocciolo che era in terra e oggi è in cielo, sorella mia che hai scelto la Shahada, con la tua morte hai portato vita alla nostra volontà”.
Il ministero della Cultura dell’Autorità Palestinese di Arafat pubblicò il suo Libro del Mese, una raccolta di poesie in onore della terrorista suicida Hanadi Jaradat responsabile dell’assassinio di 21 israeliani innocenti. Il libro è stato distribuito come supplemento speciale del quotidiano Al-Ayyam. La raccolta comprende una poesia che celebra l’attentato terrorista della Jaradat definendolo “la meta più alta”. La poesia è dedicata a Hanadi Jaradat, definita “Rosa della Palestina, Iris del Carmelo, Martire di Allah”.
La sera di sabato 4 ottobre 2003 la Jaradat si fece esplodere nel ristorante Maxim di Haifa uccidendo 21 israeliani, sia ebrei che arabi, compresi quattro bambini. Più di sessanta i feriti e mutilati. L’attentato venne rivendicato dalla Jihad Islamica.
Tempo fa la televisione palestinese ha ricominciato a trasmettere un videoclip in cui si vede il piccolo Mohammed al Dura, simbolo della cattiveria israeliana che uccide i bambini palestinesi, che invita i ragazzini palestinesi ad immolarsi per condividere con lui i piaceri del paradiso dei “martiri” bambini.
Il Palestinian Media Watch ricorda che la compagna di indottrinamento messa in onda nel 2002-2003 dalla televisione palestinese fu tanto efficace che, a quell’epoca, il 70-80 per cento dei ragazzini palestinesi intervistati in tre diversi sondaggi dichiarava di voler morire da “martire”. Solo nel marzo scorso ne vedemmo un altro. “Tu ami la mamma, vero? Dov’è adesso?”. “In paradiso”. “Che cosa ha fatto?”. “Ha scelto il martirio”. “Ha ucciso degli ebrei? Quanti ne ha uccisi?”. È un’intervista trasmessa dalla televisione Al Aqsa, controllata da Hamas nella Striscia di Gaza. I due bambini sono figli di Rim Riashi, che il 4 gennaio del 2004 si è fatta saltare al valico di Erez uccidendo cinque israeliani. L’intervistatore incalza Mohammed: “Quanti ne ha uccisi?”. Il piccolo, cinque anni, fa vedere le dita: “Così…”. “Quanti sono?”. “Cinque”.
Nel 2001 un videoclip prodotto dal ministero per l’Informazione dell’Autorità Palestinese invitò i bambini a diventare martiri. Nel video si vede sempre al-Dura che giunge in un paradiso fatto di spiagge, cascate e ruote panoramiche da luna park. Al-Dura si rivolge ai bambini palestinesi dicendo: “Non vi dico addio, vi dico di seguire i miei passi”. Dopo di che si vedono bambini e bambine palestinesi che lasciano i giocattoli e impugnano le pietre. Intanto, la canzone di sottofondo recita: “Come è buono il profumo dei martiri, come è buono l’odore della terra, della terra arricchita dal sangue, il sangue che sgorga da un giovane corpo”.
Nel giugno del 2002 ne andò in onda un altro. Intervistatore: “Pensi che il martirio sia bello?”. Wala: “Il martirio è molto, molto bello. Cosa potrebbe esserci di meglio che andare in Paradiso?”. Ancora l’intervistatore: “E cosa è meglio: pace e pieni diritti per il popolo palestinese o il martirio?”. Wala: “Il martirio! Otterrò i miei diritti dopo essere divenuta martire! Noi vogliamo restare ragazzi per sempre!”.
Recentemente la televisione di Hamas ha mandato in onda un video della figlia di quattro anni della terrorista suicida Rim Riyashi che canta alla sua mamma e giura di seguire le sue orme. Il programma per bambini della TV Al Aqsa mostra un’attrice bambina che impersona il ruolo della figlia che osserva Riyashi mentre prepara la bomba e chiede a sua madre: “Mamma, che cosa porti in braccio invece di me?”. La bambina poi guarda alla TV un’altra scena che presenta la morte della mamma mentre compie la sua missione suicida, e capisce che sua madre stava portando una bomba. “Solo adesso capisco che cosa per te era più prezioso di noi…” canta guardando la bomba. Nonostante senta la mancanza della mamma, giura di seguire le sue orme. Il video finisce con la bambina che apre il cassetto della madre e tira fuori i candelotti di esplosivo che la madre aveva lasciato proprio lì per lei.
Questa è oggi la Gaza governata da Hamas e questa è la Gaza con cui i partiti che sostengono la Giunta Fanfani vorrebbero gemellare la città di Arezzo.
Il Sindaco Fanfani, nonostante gli imbarazzanti alleati di cui si è circondato, dovrebbe piuttosto gemellare Arezzo con la città di Betlemme, un luogo che ci richiama alla Civiltà dell’Amore e della Ragione cantata da Dante (e anche dal nostro Sindaco) proprio in queste terre. La stessa Civiltà a cui apparteniamo tutti noi e a cui appartiene anche il Beppe Fanfani che conoscevamo.

Denunciare (”in primis” ed in queste ore) il massacro di civili palestinesi è però doveroso, naturale, umano e non tacciabile di parzialità o, tantomeno, simpatie “pro-Hamas”: sta semplicemente “nei fatti” , nel trite elenco di vittime (continuamente aggiornato) che, allo stato attuale, conta 6 vittime israeliane e più di 1000 palestinesi nelle ultime settimane, di cui più di 300 bambini!!!
Bravo Gaspare! Sono super d’accordo con te!!!! Ecco perchè credo che tutti quelli che in questi ultimi giorni abbiano inveito contro Michele Santoro e la sua trasmissione, incentrata sulla morte dei bambini di Gaza e non su Hamas, sia stato solo un pretesto per cercare di censurarlo di nuovo. Ma non ci riusciranno.
Salve,
vorrei proporre una lettura “particolare” in questi giorni scossi dai tragici eventi di gaza: una poesia dedicata ai bambini di Gaza, precisando che:
1- questa non è una vera e propria poesia bensì un “appello-denuncia” che s’inserisce in un contesto d’attualità ben preciso: i tragici eventi di Gaza di questi giorni: un omaggio “a tutti” i bambini che vivono sulla loro pelle l’“orrore” della guerra (qualsiasi essa sia), con l’auspicio (la speranza) che il linguaggio delle parole si faccia -almeno per una volta- più forte ed assordante di quello delle armi…
2- il riferimento alle vittime civili della guerra condotta da Israele (bambini ma anche donne ed uomini inermi) non vuole discriminare le vittime delle guerre in base alla religione, nazionalità o colore della pelle: ogni vita ha un valore inestimabile, in qualsiasi parte del mondo sia persa!
Denunciare (”in primis” ed in queste ore) il massacro di civili palestinesi è però doveroso, naturale, umano e non tacciabile di parzialità o, tantomeno, simpatie “pro-Hamas”: sta semplicemente “nei fatti” , nel trite elenco di vittime (continuamente aggiornato) che, allo stato attuale, conta 6 vittime israeliane e più di 1000 palestinesi nelle ultime settimane, di cui più di 300 bambini!!!
Quella a cui stiamo assistendo è una guerra “anomala ed impari”, che vede contrapposti:
- uno Stato (Israele) che dispone di uno dei più forti eserciti del mondo (il più forte del Medioriente), di armi nucleari e che da più di 60 anni viola apertamente il diritto internazionale con l’avallo degli Stati Uniti (più risoluzioni delle Nazioni Unite che dispongono il ritiro dai territori occupati sono smentite dalla continua costruzione di nuovi insediamenti israeliani in territorio palestinese)
- ed un Popolo senza Stato (ed alcuna Autorità riconosciuta che possa mantenere un ordine), senza diritti e costretto a vivere in una condizione di prigionia ed abbandono in un territorio risicato.
La situazione attuale -questa è la mia denuncia- è causa “sia di Hamas che di Israele”, che sembra far di tutto per allontanare ogni prospettiva di pace.
Fino a quando questa “anomalia” non sarà superata, sarà molto difficile che ci sarà spazio per i moderati palestinesi (che pur sono tanti) di far sentire la loro voce, nella testa e nel cuore del loro Popolo…
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GLI ANGELI DI GAZA:
Piccole stelle
esplodono con un sorriso in viso
negli occhi pien di vita dei bambini
di una piccola stretta terra,
imbrattando le strade della loro ingenuità,
attingendo dalla tavolozza colorata dei loro pensieri
un arcobaleno di sogni…
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