19 dic, 2008
Ingrid Betancourt e il suo messaggio ai giovani.
di Carla Fabbrini
“Abbiate il coraggio di difendere i vostri principi e le vostre idee. Questo forse non cambierà il mondo, ma pian piano cambierà le persone”.
Ingrid Betancourt testimonial d’eccezione dell’edizione 2008 del Meeting dei Diritti Umani, che si è tenuto il 16 dicembre scorso al Palamandela di Firenze.
“Diritto ai diritti” il tema di questa XII edizione, che ricorre nell’anno del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Ingrid Betancourt, è stata scelta perché simbolo vivente della difesa dei diritti umani, testimoniato con la sua vita ed il suo impegno, inizialmente svolto come parlamentare in Colombia, ma fortemente cresciuto dopo la singolare esperienza di detenzione nella foresta colombiana ad opera delle Farc.
La sua liberazione è avvenuta nel luglio scorso, dopo quasi sette anni durissima prigionia.
Nella platea ad ascoltare tantissimi giovani provenienti dalle scuole medie e superiori di tutta la Toscana. Se ne contano più di novemila.in tutto e dalla sola provincia di Arezzo una massiccia adesione di 1154 studenti, superata solo da Firenze con 2000 presenze, e seguita da Lucca con 1093. da Massa-Carrara 875 , Pisa 848, Grosseto 734, Livorno 651 ragazzi e fra questi 120 vengono da Portoferraio all’isola d’Elba.
Sono venuti accompagnati dai loro insegnanti dopo un lavoro svolto sul tema “I giovani di fronte alle violazioni dei diritti umani”. I ragazzi l’accolgono con un’ovazione
La sua figura esile, che quasi scompare nel grande palco mi fa venire in mente che anche Madre Teresa di Calcutta era piccola ma solo di statura.
Sorridente, saluta i ragazzi e si porta le mani al petto. ”Guardo voi e vedo i miei figli – dice – mi sento accolta come in una famiglia e vi voglio bene”. Ma la vista di tanti giovani, spiega, riconduce inevitabilmente i suoi ricordi alla prigionia e alla giovane età dei suoi sequestratori. ”Tra i membri delle Farc c’erano bambini di 11 o 12 anni – racconta – che si arruolavano perché avevano bisogno di un lavoro, non per motivi ideologici. Erano timidi e sensibili, ma dopo l’addestramento con le armi e ore e ore di indottrinamento perdevano la loro umanità. Ho visto uno di questi bambini soldato morire in un intervento militare, io ho sofferto per lui ma i suoi compagni no. Lo hanno semplicemente sepolto e dimenticato. Ho visto persone per bene perdere i loro valori, persone buone fare cose cattive di cui si vergognavano, tutto questo per non deludere il gruppo.
Per questo vi chiedo di non cedere alle pressioni del gruppo, di difendere i vostri principi e le vostre idee, di trovare sempre il coraggio di dire che non siete d’accordo e di dire cosa pensate quando lo pensate. Questo forse non cambierà il mondo, ma pian piano cambierà le persone”.
I motivi della sua scelta di girare il mondo per testimoniare l’esperienza vissuta di prigionia.? La pace e i diritti e la dignità delle persone che nel suo paese e nel mondo sono ancora calpestati .
“ora che sono libera –ci spiega - sento il dovere di parlare anche per coloro che sono ancora là, che non hanno la propria foto su periodici e televisioni. E’ una responsabilità che sento verso chi non ha voce.
E poi, ha salutato tutti con questo bellissimo augurio di Natale: “Il più bel regalo di Natale che posso fare a tutti voi è dirvi di donare tempo a chi amate. Non mettete pacchi sotto l’albero, ma ascoltate i vostri cari, abbracciateli e passate tempo con loro. Mio padre è morto un mese dopo il mio rapimento, se avessi saputo che quello era il nostro ultimo Natale insieme lo avrei baciato e gli avrei detto quanto lo amavo. Nessuno di noi sa quando la sua vita può cambiare, quest’anno a Natale vestitevi di bontà. Fate questo regalo a tutti coloro che amate”.
Daisaku Ikeda, pacifista giapponese presidente della Ong Soka Gakkai: «per tutta la lunga storia dell’umanità, le donne sono quelle che hanno maggiormente sofferto ogni volta che la società è stata devastata da una guerra, dalla violenza, dall’oppressione, dalla violazione dei diritti umani, dalle malattie e dalla carestia. Ciononostante sono state le donne che hanno perseverato nell’indirizzare la società verso il bene, la speranza e la pace.
Mahatma Gandhi “Se per forza si intende la forza bruta, allora la donna è davvero più debole dell’uomo…Se la non violenza è la legge del nostro essere, il futuro è delle donne”».
La Regione Toscana le ha conferito il Pegaso d’Oro e la sostiene come Nobel per la pace 2009, con il sito web www.nobelbetancourt.it dedicato alla raccolta delle adesioni, aperto a tutti i cittadini.
Grazie Ingrid!
