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Nei gazebo del PdL: io c’ero

di Antonino Armao

Nonostante pioggia e freddo, alle 16.00 di domenica quasi un milione e 800 mila persone si sono recate presso i gazebo per sostenere la formazione della nuova classe dirigente del Pdl, rappresentata dalla platea dei delegati alla prima Assemblea Congressuale Nazionale del Popolo della Libertà. Ciò vuol dire che non solo gli italiani continuano a sostenere convintamente la scelta di unire sotto un unico simbolo quasi tutto il popolo del centrodestra, ma che essi reagiscono positivamente ogni qual volta vengono consultati direttamente nelle scelte operate dagli organismi direttivi che confluiscono in un unico Partito. In provincia di Arezzo le postazioni sono state complessivamente 40 di cui 14 nel comune capoluogo.

Chi scrive ha partecipato personalmente alle due giornate come sostenitore del nuovo progetto politico e come delegato al Congresso presso il gazebo di Corso Italia ad Arezzo. Devo ringraziare gli organi direttivi di Forza Italia che, con la mia designazione, ritengo abbiano riconosciuto l’impegno nella società civile a favore di una economia più solida e solidale, per la tutela dei diritti degli utenti e dei consumatori e, non ultima la mia attività di base come presidente di un Circolo del Buongoverno.

Devo dire che quella ai gazebo è una esperienza di militanza difficile da descrivere per la ricchezza delle sfumature e dei contributi umani che si ricevono dalle persone, sempre tante, che vengono a firmare e mentre firmano, chiedono notizie sulle misure del Governo a favore delle famiglie o dicono la loro sulla pensione troppo bassa, sulla incertezza del lavoro, sulla crisi economica o semplicemente esprimono fiducia o la speranza di un futuro migliore. Chi si ferma ai gazebo apprezza soprattutto la “prossimità” della politica rispetto alle persone e ai loro problemi quotidiani.
Sono venuti giovani interessati a partecipare alle attività dei nostri circoli e pensionati preoccupati per il loro potere di acquisto. L’incontro umanamente più ricco è stato quello con due deliziose sorelle gemelle, un pò avanti negli anni, entrambe ex insegnanti, da sempre sostenitrici della Destra, che ci hanno parlato di come funzionava una volta il maestro unico (oggi si chiama prevalente) e per dirci che la loro pensione è poco sopra il limite per accedere alle misure del Governo ma un pò al di sotto della tranquillità economica. Con il loro decoro rappresentavano la classe media che soffre con dignità.
L’incontro politicamente più significativo invece è stato con un giovane trentenne, elettore della Sinistra che ci ha detto: “Sono interessato a capire che cosa sta succedendo dall’altra parte dello schieramento politico perché una buona Sinistra ha bisogno di una buona Destra” e lo diceva mostrando entrambe le mani che abbiamo stretto tutti con calore. Ebbene questa è l’Italia che vogliamo.
Ho voluto descrivere l’esperienza del gazebo fatta insieme a Daniela Manganelli (la storica animatrice dei Circoli del Buongoverno ad Arezzo) e insieme a Giuseppe, Silvia, Federico,  Matteo, Rosangela, Diego e Francesca, perché rappresentano il metodo e la misura delle forze morali e materiali che il PdL sta mobilitando per il suo appuntamento con la storia. Il 2009 vedrà nascere un partito del 51% destinato a raccogliere e portare a sintesi nel Partito Popolare Europeo, l’eredità delle grandi tradizioni politiche popolare, liberale, repubblicana e socialista.
Nei Circoli del Buongoverno ci sono costruttori di futuro che sanno stare nel cantiere, giovani, uomini e donne di esperienza che sapranno portare un contributo determinante al nuovo Partito. Le polemiche sulla formazione delle liste dei delegati e sul metodo scelto dai partiti per arrivare al congresso del PdL, le affido volentieri ai liberi pensatori che se ne stanno al caldo. Ce ne sono di bravi in giro.

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