Dell’Utri è troppo per Arezzo
Se Leonardo Sciascia avesse conosciuto Marcello Dell’Utri lo avrebbe definito “un pezzo di questione meridionale”.
Come dire che non si comprendono i siciliani se non si conosce la Sicilia. E non si comprende la Sicilia non si conoscono i siciliani. Per questo giudizio a Sciascia fu tirato addosso di tutto.
Accuse infamanti, affinate negli anni, esplose ai tempi de “L'affaire Moro” e ribadite perfino l'indomani della sua scomparsa. Mafiosità simpatica di Sciascia (Sebastiano Vassalli). Scetticismo inattivo (Eugenio Scalfari). Nicodemismo vile (Giorgio Amendola) e via cantando.
E così ancora oggi i falsi intellettuali, damerini borghesi che vivono di buone relazioni con i poteri forti e si atteggiano a classe dirigente moralizzatrice, si esercitano nel loro sport preferito: gettare fango sugli altri, sperando che attacchi.
Scandalizza un convegno con Dell’Utri condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa? Un reato che Marco Pannella (Pannella!) definisce una contraddizione in termini, un mostro giuridico? E che per questo cade regolarmente in Cassazione?
Eppure non è passato molto tempo da quando nel 2007, sotto il governo Prodi molti ex-br, condannati in via defin [...]
9 feb 2010 0















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